Contrariamente a quanto si e’ creduto finora nella peste che ha devastato l’Europa nel quattordicesimo secolo i topi potrebbero non aver avuto alcun ruolo. Lo suggerisce, riferisce il Guardian, l’analisi di alcuni corpi trovati lo scorso anno a Londra, e analizzati dai ricercatori dell’agenzia Public Health England. Lo studio ha analizzato i resti trovati durante gli scavi per una nuova stazione della metropolitana, estraendo il Dna del batterio dai denti. Il confronto con il genoma di un virus di peste ‘moderno’, che ha provocato 60 morti in Madagascar, ha mostrato che quello piu’ vecchio era quasi uguale, e non piu’ aggressivo. ”Questo ci fa pensare che la trasmissione attraverso le pulci dei topi non fosse semplicemente abbastanza ‘efficiente’ da provocare l’altissimo numero di vittime – spiega Tim Brooks, uno degli autori -. E’ molto piu’ probabile che l’epidemia fosse del tipo ‘polmonare’, propagata quindi dalle secrezioni dei malati”. A conferma della teoria l’esperto cita un caso di peste nel Suffolk all’inizio del ‘900. ”In quel caso fu contagiata una famiglia e subito dopo quella dei vicini, che era corsa a portare aiuto”.
Scienza: la peste nel ‘300 non è stata trasmessa dai topi ma dagli uomini


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