Terremoti, ancora scosse fra Oklahoma e Kansas: sotto accusa il fracking ma non tutti sono d’accordo

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oklahomaAncora scosse fra Oklahoma e Kansas, i due stati degli USA centrali dove da due anni a questa parte il numero di terremoti è aumentato fortemente. L’ultima scossa ha avuto magnitudo 4.0 ed è stata registrata alle 9.46 ora italiana, nei pressi di Anthony (Kansas, giusto al confine con l’Oklahoma). Un altro sisma, stavolta di magnitudo 3.0, era stato registrato dall’USGS soltanto poche ore prima, nella sera di ieri, circa 50 km più a sud, nei pressi di Medford.

E se si scorre il calendario a ritroso, ogni giorno da varie settimane a questa parte tutta l’area dell’Oklahoma-Kansas è stata interessata da un succedersi di scosse talvolta anche di moderata intensità, accompagnate da boati che hanno messo in apprensione la popolazione.

La domanda che gli esperti continuano a farsi è cosa sia la causa di questo spiccato aumento dell’attività sismica. Ciò che colpisce è anche il fatto che gli epicentri ed i cluster di terremoti siano localizzati in zone distanti anche decine o centinaia di km fra loro, e non possono quindi essere ricondotti ad una unica faglia.

Molti geofisici mettono sotto accusa la pratica della fratturazione idraulica (fracking), che negli USA è ampiamente utilizzata. Si tratta di una forma di estrazione di idrocarburi chiamata “non convenzionale” perché invece di prelevare gas e petrolio attraverso la semplice perforazione di pozzi, punta alla fratturazione delle rocce situate in profondità nel sottosuolo per liberare le particelle di idrocarburi che si trovano intrappolate al loro interno. Per compiere questa fratturazione vengono iniettate nel sottosuolo enormi quantità di acqua o altri liquidi in pressione, ed è proprio questa tecnica che, in alcuni casi, può portare a una riattivazione delle faglie, e ad un aumento dell’attività sismica. Esistono anche sismologi e geofisici che confutano questa ipotesi, e affermano che non vi sono abbastanza prove né evidenze scientifiche. È anche vero che intorno all’estrazione di idrocarburi il giro di denaro è enorme, e quando gli interessi economici sono forti (così come accade anche riguardo alla teoria del cambiamento climatico ad opera dei gas serra), diventa sempre più difficile avere una voce univoca da parte della comunità scientifica.