Con le due scosse di stasera, la più forte di magnitudo 3.4 alle 22:21 proprio a Gubbio, continua lo sciame sismico che da molti mesi sta interessando la zona al confine tra Umbria e Marche, proprio nel bacino della cittadina umbra in provincia di Perugia. Nel mese di febbraio, il maggior numero di terremoti italiani si è verificato proprio nell’area del Bacino di Gubbio dove la sequenza è ancora molto attiva. Sono stati poco più di 2000 gli eventi registrati nel mese scorso, la maggior parte di magnitudo minore di 2.0: il più forte è stato quello di magnitudo 3.0 del 5 febbraio, molto vicino al centro abitato. Anche la scossa di stasera è stata molto vicino al centro abitato: come possiamo osservare nella mappa a corredo dell’articolo, si tratta di una scossa particolarmente vicina alla zona abitata rispetto a tutte le altre dello sciame sismico dei mesi scorsi.

Anche a gennaio le scosse nella zona erano state circa 2.000, la maggior parte di magnitudo minore di 2 e cinque sono stati di magnitudo superiore a 3. Il più forte era stato quello di magnitudo 3.4 del 7 gennaio, il più forte dell’anno insieme a quello di stasera.
Da parecchi mesi, ricorda l’Ingv, l’area e’ interessata da una sequenza che complessivamente ha avuto piu’ di 9.500 terremoti da gennaio 2013. I terremoti di questi mesi sono stati risentiti dalla popolazione di Gubbio, Pietralunga e di altri comuni limitrofi in provincia di Perugia che hanno manifestato, spiega l’Ingv, il bisogno di essere informati sulle caratteristiche del fenomeno in atto, i suoi effetti e sui comportamenti corretti da adottare in situazioni di rischio. Sono state quindi avviate delle iniziative di informazione rivolte alla popolazione e al mondo della scuola proprio per rispondere a questa esigenza.
La scossa di stasera è stata avvertita da Ancona a Perugia, ma in modo particolare a Gubbio, Fabriano, Foligno, Umbertide, Frontone e Fossato di Vico.


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