In queste ore (mentre scriviamo) una interessante depressione tropicale sta cominciando a svilupparsi poco a largo delle coste settentrionali del Mozambico, nel tratto di mare che separa l’arcipelago delle Comore alle coste dell’Africa orientale. Il sistema si è gradualmente rafforzato nel corso della scorsa nottata, allorquando l’area di profonda convenzione, da giorni semi-stazionaria davanti le coste della Tanzania, a sud dell’isola di Zanzibar, ha cominciato ad organizzarsi molto lentamente, presentando un accenno di rotazione nei medi e bassi strati. La piccola perturbazione tropicale ha avuto la fortuna di svilupparsi in un ambiente molto favorevole, con la presenza di aria molto umida e calda nei bassi strati, d’estrazione sub-equatoriale, che dall’entroterra della Tanzania si è mossa in direzione delle Comore, attraverso l’inserimento di una moderata ventilazione da O-NO e Ovest, che ha sferzato le coste meridionali della Tanzania e le Comore, dove sono state registrate raffiche di vento fino a 60 km/h. La presenza in quota di un “Wind Shear” debole/moderato non ha arrecato alcun ostacolo all’attività convettiva, che è stata continuamente alimentata dal calore latente fornito dalle calde acque superficiali del mare antistante le coste meridionali della Tanzania e quelle settentrionali del Mozambico. L’intensificazione dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale della perturbazione tropicale ha agevolato la nascita di imponenti “Clusters temporaleschi”, alcuni dei quali molto ben sviluppati, nel tratto di mare poco ad ovest delle Comore, dove si sono scatenati autentici nubifragi temporaleschi, con precipitazioni anche violente accompagnate da elevati indici di rain/rate.
L’intensificazione delle precipitazioni temporalesche, avvenuta nel corso della nottata scorsa, ha prodotto una conseguente diminuzione della pressione atmosferica nei bassi strati, scesa sotto i 1002 hpa, favorendo la nascita di un minimo barico centrale che ha prodotto un ulteriore rinvigorimento dell’attività convettiva, con il risucchio di masse d’aria molto calde e umide dalla superficie oceanica. La formazione del minimo barico ha poi dato origine alla circolazione ciclonica nei bassi strati, che a sua volta, chiudendosi su se stessa, ha sfornato la depressione tropicale. Una volta evoluta in una piccola depressione tropicale, ben definita nei medi e bassi strati, l’incremento della condensazione del vapore acqueo risucchiato dalla calda superficie marina ha determinato l’approfondimento dell’instabilità verticale, determinando il calo di pressione e facendo aumentare l’intensità dei venti che a loro volta hanno favorito l’ulteriore evaporazione e la condensazione stessa, con un meccanismo che si autoalimenta fin quando il sistema perturbato rimane sopra le calde acque superficiali del mare. Sviluppandosi attorno i 13° di latitudine sud, davanti le coste dell’Africa orientale, l’”effetto di Coriolis” (nulla presso l’equatore) è stato in grado di imprimere una maggior rotazione alla depressione tropicale, rafforzandola ulteriormente per l‘incremento dell‘azione centrifuga.
La piccola depressione tropicale è cosi esplosa, fino ad evolvere in mattinata in una più intensa tropical storm, ben supportata nei bassi strati dalle masse d’aria calde e umide, d’estrazione sub-equatoriale, che dall’entroterra tanzaniano tendono a muoversi verso l’oceano Indiano meridionale, con l’attivazione di una moderata ventilazione da O-NO e Ovest, che dalle coste meridionali della Tanzania spira in direzione delle isole Comore e delle coste più settentrionali del Madagascar. Questa ventilazione, piuttosto umida, proveniente dall’entroterra della Tanzania, propagandosi fino alle coste settentrionali dell’isola-stato del Madagascar e all’imboccatura nord del Canale del Mozambico, tende ad interferire con il ramo dell’Aliseo di SE, dominante sull’oceano Indiano meridionale tropicale, che sale lungo il Canale del Mozambico, con venti più da S-SE e Sud. Una volta incrociate, scontrandosi fra di loro, le differenti ventilazioni sopra citate tendono a generare un ampio moto vorticoso nei bassi strati che mette le basi per la formazione della futura tempesta tropicale che va ad interessare le isole Comore e le coste settentrionali del Madagascar. In questo caso il moto rotazionale che caratterizza la perturbazione tropicale, che sta prendendo sempre più corpo davanti il mare delle isole Comore, è stato innescato proprio da questa confluenza di venti provenienti da direzioni quasi opposte, mentre le calde acque del mare, che davanti le coste settentrionali del Madagascar superano la soglia dei +28.5°C +29.0°C, hanno fatto il resto, rafforzando ulteriormente la convenzione e mettendo in moto quel processo di “autoalimentazione” che facendo evolvere la depressione tropicale in una più intensa tropical storm, con venti medi sostenuti capaci di superare la soglia degli 70-80 km/h, e raffiche di picco prossime ai 90-100 km/h.
Nel corso delle prossime ore la depressione tropicale, denominata “Hellen”, con l’ulteriore rafforzamento della convenzione attorno il nucleo centrale del sistema, si tramuterà in una insidiosa tempesta tropicale, con una sensibile intensificazione dei venti medi sostenuti attorno l’area centrale, che raggiungeranno picchi di oltre gli 80 km/h proprio nel tratto antistante le isole Comore. Quest’ultime, trovandosi molto vicine al nucleo centrale di “Hellen”, nelle prossime ore verranno bersagliate da forti rovesci di pioggia, temporali, ma soprattutto venti intensi, da Nord e NO, che raggiungeranno lo status di burrasca, con raffiche capaci di superare la soglia dei 60-70 km/h. Nell’atollo di Mayotte nelle ultime ore si è assistiti ad una notevole intensificazione dei venti da NE e N-NE, che ora spirano con raffiche molto intense, che arrivano a toccare anche picchi di oltre i 65-70 km/h. A Dzaoudzi, nell’atollo di Mayotte, il vento forte da NE ha soffiato raggiungendo un picco di ben 75.9 km/h alle 04:40 PM (ora locale), mentre sull’atollo erano in atto piogge e rovesci intermittenti, polverizzati dalle forti raffiche di vento. Ma venti, a tratti anche intensi, stanno investendo anche l’isola principale delle Comore, la quale trovandosi lungo il bordo più settentrionale della tropical storm viene investita da una sostenuta ventilazione occidentale, che ha raggiunto un picco di 59 km/h da Ovest ad Hahaya.
Nella giornata di domani “Hellen”, mantenendo lo “status” di tempesta tropicale, dovrebbe cominciare a muoversi molto lentamente verso sud-est, avvicinandosi con il suo bordo più orientale alle coste nord-occidentali del Madagascar, che sperimenteranno una notevole intensificazione dei venti da NE e N-NE, attivi lungo l’angolo sinistro di “Hellen”. Nel corso del pomeriggio di domani le coste nord-occidentali malgascie saranno interessate da una intensa ventilazione, prevalentemente da NE, nel tratto compreso fra la città di Majunga e Besalampy, dove si potranno registrare raffiche fino ad oltre i 60 km/h. In seguito la tropical storm dovrebbe cominciare a virare verso sud-ovest, scivolando gradualmente sopra le calde acque del Canale del Mozambico nel corso della giornata di martedì, quando la tempesta tropicale, molto probabilmente, verrà nuovamente declassata in una depressione tropicale che traslerà davanti le coste centrali del Mozambico.


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