
Altre cinque persone sono morte per la ‘Sindrome respiratoria mediorientale’ (Mers), facendo salire il bilancio nel Paese a 92 vittime. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute di Riad, sono stati identificati altri 14 casi di ‘Mers’ e le persone risultate affette dalla patologia sono 313, dal settembre 2012, quando il virus e’ stato segnalato per la prima volta a Gedda dal virologo egiziano Ali Mohamed Zaki. Tra le cinque vittime ci sono due sauditi, due anziani palestinesi e una donna 40enne del Bangladesh. La preoccupazione per la diffusione del virus, considerato piu’ letale della Sars, ma di piu’ difficile trasmissione – e’ montata la scorsa settimana, dopo le dimissioni di quattro medici dell’ospedale ‘King Fahd’ di Gedda, che si sono rifiutati di curare i pazienti per il timore di essere contagiati. Giovedi’ scorso il re Abdullah aveva visitato la citta’ sul Mar Rosso per rassicurare la popolazione preoccupata dopo che si sono diffuse indiscrezioni su una presunta mutazione del virus che potrebbe renderlo piu’ aggressivo. Il principe Mitab, figlio del re e ministro della Guardia Nazionale, ha parlato di “voci esagerate e false” e ha sottolineato che “la situazione e’ tranquillizzante e non ha raggiunto il livello di epidemia”. Intanto, l’Organizzazione mondiale della sanita’ ha annunciato di essere pronta a inviare esperti in Arabia Saudita, per valutare “ogni rischio in evoluzione” associato con la trasmissione del virus. Il ‘Mers’ ha un livello di mortalita’ superiore al 50%, molto piu’ alto rispetto al virus della Sars (9%), che si diffuse in Asia nel 2003 infettando 8.273 persone.