Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della Medoil contro il ministero dell’Ambiente sull’autorizzazione a perforazioni petrolifere in Adriatico della piattaforma Ombrina Mare nel tratto antistante Ortona e Vasto. Per i giudici fu corretto il comportamento del ministero, all’epoca guidato da Orlando, che bloccò l’impianto chiedendo un’Aia,autorizzazione integrata ambientale. Ricordiamo che il progetto petrolifero denominato “Ombrina Mare”, della società inglese Medoilgas, è composto da una piattaforma di produzione posta a soli 5 km dalla costa con 6 pozzi, 36-42 km di tubazioni sottomarine e una grande nave raffineria FPSO di 320 metri di lunghezza ormeggiata a 10 km dalla costa per almeno 24 anni. Il tutto di fronte alla Costa dei Trabocchi, un’area di tale pregio naturalistico tale da essere individuata dal Parlamento italiano nel 2001 come Parco nazionale. Solo nella fase di perforazione verrebbero prodotti 14.258 tonnellate di rifiuti, soprattutto fanghi.
Ambiente: Abruzzo, dal Tar giunge lo stop ad “Ombrina Mare”


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