Le elevate concentrazioni naturali di metano, gas a effetto serra, contribuiscono alla produzione di energia nei ‘chalk river’, fiumi dal Dorset al Cambridgeshire che sostengono una ampia gamma di animali e piante protette e sono rinominati a livello mondiale per la pesca con la mosca (fly fishing), settore del valore di oltre quattro milioni di sterline solo sui fiumi Itchen e Test nell’Hampshire. I ricercatori della Queen Mary University hanno analizzato le concentrazioni di metano in oltre trenta fiumi dell’Inghilterra meridionale, incluso il Lambourn nel Berkshire. “E’ stata una sorpresa scoprire che il metano costituisce una cosi’ grande fonte di energia in queste acque famose per la crescita di piante rigogliose”, ha spiegato Mark Trimmer, responsabile dell’Aquatic Ecology Group della Queen Mary’s. “La rapida crescita delle piante acquatiche durante i mesi estivi impedisce alla luce di raggiungere il letto del fiume, limitando la fotosintesi. Specifiche tipologie di batteri consumano metano, creando cibo per gli insetti – ha continuato l’esperto – e di conseguenza per il resto della catena alimentare, tra cui le trote. Siamo abituati a pensare che l’energia dalla degradazione delle sostanze chimiche sia significativa solo nei luoghi bui in cui la fotosintesi e’ impossibile come gli oceani profondi, ma i nostri risultati ci impongono di riconsiderare cio’ che sappiamo sulla produzione chemiosintetica”. Lo studio e’ stato descritto nei dettagli sui ‘Proceedings of the Royal Society B’.
Ambiente: il metano alimenta la vita nei “chalk river”



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