Come previsto l’aria molto fredda, di origini artiche, che nei giorni scorsi si è versata sulla Siberia centro-occidentale, è letteralmente dilagata fino alle steppe del Kazakistan orientale, l’arida regione cinese della Zungaria e la Mongolia, determinando un brusco calo delle temperature, anche di -20°C -22°C in 24 ore, e l’avvento della neve che è tornata a ricoprire vaste aree della steppa mongola e kazaca. In qualche caso lo sfondamento dell’aria fredda e pesante, discendente dal bassopiano della Siberia occidentale, è stato accompagnato da venti molto forti da O-NO e NO, con raffiche fino ad oltre 80 km/h, e spettacolari rovesci e temporali di neve, con tanto di lampi e tuoni, che hanno interessato il settore più orientale del Kazakistan e la parte più occidentale della Mongolia. In particolare nevicate piuttosto intense hanno colpito la regione montuosa dell’Altaj, dove fino a pochi giorni stagnava aria molto mite, con termometri ad oltre i +14°C a oltre 2000 metri di altezza. Ma anche lungo il Kazakistan orientale l’aria fredda, dilagando verso le steppe, ha causato rovesci di neve e temporali. Nella città di Leninogorsk l’arrivo dell’aria fredda, attraverso i forti venti da NO, è stato preceduto da un temporale di pioggia, con soli +3°C, poi rapidamente girato in acqua e neve, ed in seguito in una nevicata intensa, che è stata accompagnata da venti burrascosi e freddi da NO che hanno toccato un picco di ben 79 km/h.
Sono stati proprio questi forti contrasti termici, fra l’aria molto fredda in sfondamento da N-NO e NO, sopra quella decisamente più mite preesistente da giorni nei medi e bassi strati, ad aver prodotto i moti convettivi (correnti ascensionali in seno alla colonna d’aria) che hanno agevolato la formazione di questi annuvolamenti cumuliformi, responsabili di questi rovesci e temporali di neve. Tali nubi cumuliformi, sviluppandosi nel pieno dell’avvezione fredda, li dove lo “zero termico” è scivolato al di sotto dei 600 metri, hanno dato la stura a nevicate e deboli rovesci di neve in diverse località del Kazakistan orientale e della Mongolia occidentale, dove i termometri sono scesi abbondantemente sotto la soglia dei +0°C. Questa massiccia discesa di aria molto fredda, fino al cuore della Mongolia occidentale, si è venuta a realizzare grazie al “tilting” verso levante del promontorio anticiclonico mobile interciclonico, che nei giorni scorsi insisteva fra la Russia europea e il Kazakistan centro-occidentale. Lungo il bordo orientale di questa figura anticiclonica dinamica, di carattere mobile, si è incanalata buona parte dell’aria fredda che nei giorni scorsi si era riversata sopra il bassopiano della Siberia centro-occidentale.
Una parte di questa aria molto fredda, di lontane origini artiche, nel corso della giornata di martedì 22 Aprile è affondata in direzione del Kazakistan orientale, causando dei rovesci di neve sparsi, per poi penetrare fino alla regione occidentale cinese della Zungaria, attraverso una sostenuta e fredda ventilazione dai quadranti settentrionali che dopo aver oltrepassato i rilievi dell’Altaj, si è gettata di colpo sopra l’arido deserto di Taklamakan, nella regione autonoma Uigura dello Xianjiang, nella parte occidentale della Cina, producendo un drastico calo termico, accompagnato dall’avvento di intensi venti da NO e N-NO che hanno sferzato lo Xianjiang e l’Altaj mongolo, con raffiche forti, che hanno superato la soglia dei 70-80 km/h. Dopo aver attraversato l’arido deserto cinese del Taklamakan, alzando delle tempeste di sabbia, le masse d’aria fredde, di origine artica, si sono spinte sulla regione dell’Altaj mongolo tramite l’inserimento di burrascosi venti da NO che sono stati ulteriormente accentuati dal forte “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a determinare fra il Kazakistan centro-orientale, dove si sono posizionati i massimi barici al suolo dell’anticiclone mobile interciclonico (oltre 1030 hpa) in spostamento verso levante, e la Mongolia centro-occidentale, dove invece il flusso freddo da NO ha generato una circolazione depressionaria orografica sottovento ai monti Saiani (minimo barico sceso sotto i 994 hpa).
Questa notevole compressione del “gradiente barico orizzontale” fra il promontorio anticiclonico sul vicino Kazakistan e la depressione orografica (sottovento ai Saiani) che si è isolata sulla Mongolia centrale ha scavato un fitto groviglio di isobare, fra il deserto di Taklamakan e la Mongolia centro-occidentale, che ha comportato l’attivazione di una intensa ventilazione da NO che ha spazzato buona parte della regione autonoma Uigura dello Xianjiang e la Mongolia centro-occidentale, fra l’Altaj mongolo e la Mongolia centrale. Nel frattempo, fra la giornata di ieri e quella odierna, con lo spostamento verso la Mongolia orientale della circolazione depressionaria orografica che si è sviluppata sul versante sottovento dei monti Saiani, un’avvezione di aria calda e molto umida, d’estrazione sub-tropicale, si è prontamente attivata sul lato orientale della stessa depressione, spingendo aria molto calda e umida dallo Yunnan, il Guìzh?u e lo Hunnan verso la Cina orientale, tramite il richiamo di umidi e tiepidi venti dai quadranti meridionali, in genere da Sud e S-SO.

Questa ventilazione meridionale ha prodotto un brusco aumento delle temperature su tutto l’est della Cina. Basti pensare che l’isoterma di +10°C a 850 hpa (circa 1350 metri) nel corso della mattinata odierna raggiungerà il nord della Manciuria, lambendo i confini con la vicina Russia asiatica. La scaldata, indotta dall’avvezione calda, si farà davvero significativa in questi giorni, tanto che in diverse città della Cina orientale, inclusa la capitale Pechino, i termometri potranno varcare la soglia dei +30°C +31°C, mentre l’elevata umidità relativa accentuerà l’effetto afa, specie nelle grandi città e nelle metropoli che si affacciano lungo il mar Giallo, rendendo il clima piuttosto fastidioso nelle ore centrali del giorno.


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