La Commissione intergovernativa sul cambiamento climatico (Ipcc) presenterà nel corso del fine settimana un nuovo rapporto in cui indicherà le misure che sarà necessario adottare nei prossimi decenni per tenere sotto controllo il riscaldamento globale. I suggerimenti prevedono tagli alle emissioni di gas serra, ma il rapporto non indica in che modo dovranno essere ripartiti, elemento chiave dei negoziati sul nuovo patto sul clima che dovrà essere adottato nel 2015. Associated Press, che ha ottenuto una bozza del rapporto, afferma che il documento contiene grafici e tabelle in cui sono indicati i Paesi maggiormente responsabili delle emissioni, compilati usando una serie di diversi metodi di calcolo. Di seguito alcuni dati chiave sulle emissioni che emergono dal documento. CINA PAESE PIÙ INQUINANTE, POI GLI USA. Nel precedente rapporto dell’Ipcc, risalente al 2007, gli Stati Uniti erano il Paese più inquinante al mondo. Il nuovo rapporto mostra che è ora la Cina a occupare quella posizione, essendo responsabile di circa il 25% delle emissioni di gas serra del pianeta. Gli Usa sono scesi al secondo posto con il 17%, seguiti dall’India con il 6,6%, dalla Russia con il 5,1% e dal Giappone con il 3,7%. LE EMISSIONI DAL PUNTO DI VISTA STORICO. Se si calcolano i dati a partire dall’inizio della Rivoluzione industriale, nel XVIII secolo, gli Stati Uniti risultano essere i principali produttori di gas serra al mondo nei settori industriale ed energetico, con il 28% del totale. Seguono la Cina al 9,9%, la Russia al 6,9%, il Regno Unito al 5,9% e la Germania al 5,6%. In cima alla lista ci sono Paesi occidentali perché hanno bruciato carbone e petrolio per molto più tempo rispetto al resto del mondo. EMISSIONI PRO CAPITE. Mettendo le emissioni in rapporto con le popolazioni dei singoli Paesi, gli Stati occidentali e quelli del Golfo Persico risultano in cima alla lista dei maggiori produttori di emissioni di gas serra. Ogni abitante di Australia, Canada e Stati Uniti produce infatti oltre 20 tonnellate di gas nocivi ogni anno, più del doppio rispetto ai cinesi. “Nel complesso le emissioni pro capite nei Paesi altamente industrializzati restano in media cinque volte più alte che negli Stati meno ricchi”, afferma il rapporto. LE EMISSIONI IN BASE AL CONSUMO DELLE MERCI. Calcolando le emissioni in base a dove un prodotto viene ordinato piuttosto che da dove viene realizzato, la Cina resta il Paese più inquinante con il 21,9% del totale, seguita dagli Stati Uniti con il 18,1%. Secondo alcuni studiosi questo tipo di calcolo offre un quadro migliore di cosa spinge le emissioni. “Le emissioni prodotte da una tonnellata di acciaio realizzata in Cina ma esportata negli Usa risultano cinesi, sebbene la domanda provenisse dagli Stati Uniti”, che ne sono quindi i veri responsabili, spiega l’Ipcc in un esempio. EMISSIONI PER SETTORE. La produzione di energia è la principale causa di emissioni di gas serra, circa un terzo del totale. Fra i carburanti fossili, è il carbone a generare la maggiore quantità di inquinanti, seguito dal petrolio e dal gas naturale. L’agricoltura, la selvicoltura e altri tipi di sfruttamento del terreno rappresentano il 24% delle emissioni totali. Altri settori molto inquinanti sono i trasporti, che producono il 13% dei gas serra mondiali, e l’edilizia, con il 7%. EMISSIONI NEL FUTURO. L’Ipcc offre una serie di suggerimenti sulle emissioni globali, ma non li assegna Stato per Stato. Tuttavia specifica che quasi tutta la crescita delle emissioni sarà registrata nei Paesi in via di sviluppo, che dovranno stare al passo con la crescita della popolazione e cercare di tenere il passo degli Stati industrializzati. I Paesi in via di sviluppo affermano che per questo motivo non dovrebbero essere costretti a perseguire gli stessi rigidi obiettivi nel nuovo trattato sul clima degli Stati industrializzati. Questi sostengono invece che almeno i Paesi in via di sviluppo più grandi, vale a dire Cina, India e Brasile, debbano fare tagli pesanti alle emissioni.
Clima, cresce l’attesa per il rapporto IPCC: è la Cina il Paese con più emissioni


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?