Anche le zone aride della Terra assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, e lo fanno in quantita’ finora insospettate: in futuro i deserti potrebbero addirittura diventare delle vere e proprie ‘spugne’ in risposta all’aumento delle emissioni, arrivando a coprire anche fino al 4-8% delle emissioni attuali. Lo rivela uno studio dell’universita’ di Washington, che sulla rivista Nature Climate Change disegna un nuovo scenario sul quale calibrare meglio le scelte volte a mitigare il riscaldamento globale. Per ben dieci anni, i ricercatori guidati dal biologo R. Dave Evans hanno condotto un esperimento a cielo aperto nel deserto del Mojave, negli Stati Uniti. In questa zona arida hanno delimitato nove aree ottagonali (con un diametro di 23 metri) per osservare la reazione dell’ecosistema a diverse concentrazioni atmosferiche di CO2: tre sono state esposte ad una concentrazione pari a 550 parti per milione, il livello che probabilmente si raggiungera’ nel 2050; altre tre aree sono state esposte ad una concentrazione di 380 parti per milione, il livello di CO2 attualmente presente in atmosfera; le ultime tre, infine, sono state usate come controllo. La CO2, ‘soffiata’ attraverso dei tubi posti lungo il perimetro degli ottagoni, e’ stata dotata di una ‘impronta’ chimica che ha consentito di individuarla anche una volta incorporata nel suolo e nelle piante. Analizzando la biomassa e il terreno fino ad una profondita’ di un metro, i biologi hanno scoperto che gli ecosistemi aridi assorbono il carbonio atmosferico soprattutto a livello della ‘rizosfera’, ovvero quella zona vicino alle radici delle piante che e’ popolata da microrganismi. In futuro l’assorbimento di CO2 potra’ aumentare fino a raggiungere il 15-28% della quantita’ attualmente assorbita dalle terre emerse. L’aumento dei livelli di CO2 in atmosfera potranno indurre un aumento dell’assorbimento da parte dei deserti tanto da coprire il 4-8% delle emissioni attuali.
Clima: scoperta inattesa, i deserti assorbiranno sempre più CO2


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