Earth Day: il cemento divora 24 m² di suolo al minuto

cementoNelle Marche il consumo di suolo interessa oggi fino al 10% del territorio regionale, con una media di 24 m² al minuto che vengono ricoperti dal cemento. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti su dati Ispra del 2014, diffusa in occasione dell’Earth Day, la Giornata della terra. Lo studio fotografa il fenomeno dell’erosione di territorio agricolo, naturale o semi-naturale a beneficio di asfalto, edifici e capannoni, a causa dell’espansione di aree urbane e di insediamenti commerciali, produttivi e di servizio. Nella regione si stima che la cementificazione abbia portato una perdita di suolo “naturale” che tra il 2009 e il 2012 ha interessato 37 milioni di m², alla media di 24 metri al minuto. Negli anni ’50 la percentuale di suolo non coperto da asfalto o strutture ammontava a meno del 4% del totale. L’impermeabilizzazione del terreno, ricorda l’Ispra, rappresenta la principale causa di degrado del suolo in Europa, perche’ comporta un rischio accresciuto di inondazioni, contribuisce al riscaldamento globale, minaccia la biodiversita’. Su un territorio reso cosi’ piu’ fragile si abbattono i cambiamenti climatici con precipitazioni sempre piu’ intense e frequenti e vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire. “Siamo di fronte a un grave problema per l’assetto idrogeologico del territorio” sottolinea il presidente di Coldiretti Marche, Tommaso Di Sante. ”Non dimentichiamo che alla cementificazione forzata, frutto di un modello di sviluppo che oggi dimostra tutti i suoi limiti, si aggiunge il rischio dell’abbandono di quelle zone oggi curate dagli agricoltori che assicurano una costante manutenzione”. Per il presidente degli agricoltori e’ dunque necessario ”un impegno da parte delle amministrazioni a tutti i livelli per difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilita’ di terra fertile dalla cementificazione nelle citta’ e dall’abbandono nelle aree marginali, con un adeguato riconoscimento dell’attivita’ agricola ma anche affrontando quei problemi annosi, come i danni causati dagli animali selvatici, che danneggiano le attivita’ economiche”.