L’Algeria ha messo in atto “un dispositivo di sorveglianza e d’allerta per la prevenzione della febbre Ebola”. Lo ha annunciato il direttore del dipartimento per la prevenzione del ministero algerino della Salute, Ismail Mesbah, che ha tuttavia escluso possibilita’ concrete di contaminazione. Come spiega il sito del quotidiano locale ‘El Watan’, l’Algeria intende in questo modo armarsi contro il virus mortale, che sta dilagando in alcuni Paesi dell’Africa subsahariana mietendo centinaia di vittime. Ma per Fawzi Derrar, virologo all’Istituto Pasteur di Algeri, “il rischio maggiore di propagazione del virus Ebola in Algeria e’ l’importazione. Per questa ragione – ha spiegato a ‘El Watan’ – bisogna praticare controlli regolari negli aeroporti, poiche’ il virus potrebbe essere importato solo nel caso di ritorno di un viaggiatore da un Paese infettato”. Per Leila Houti, epidemiologa all’Ospedale civile di Sidi Bel Abbes, nell’ovest algerino, “l’importazione del virus sembra improbabile, ma non impossibile. I metodi di prevenzione – ha detto – si basano sulle regole igieniche”. Secondo le ultime cifre diffuse dall’Oms l’epidemia di febbre emorragica ha gia’ fatto 111 morti in Guinea, dove si e’ scatenato il primo focolaio, e 10 in Liberia. Morti sospette sono state registrate anche in Sierra Leone, mentre in Mali alcune persone sono state poste in isolamento poiche’ potrebbero aver contratto il virus. Per evitare il diffondersi della malattia alcuni Paesi dell’area, quali Senegal e Mauritania, hanno deciso di chiudere le loro frontiere meridionali e di innalzare il livello dei controlli presso gli scali marittimi e aeroportuali.
Ebola: l’Algeria alza il livello di guardia contro la diffusione del virus


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