“Manterremo alta l’attenzione su Courmayeur, ma in Italia ci sono altre situazioni gravi che non ricevono la stessa attenzione. I movimenti franosi sono almeno 500.000 sui 700.000 in Europa. L’unica strada per mitigare i rischi idrogeologici in Italia e’ la prevenzione ma per prevenire bisogna conoscere. Non so quanti delle 6 milioni di persone che vivono in aree a rischio idrogeologico ne sono consapevoli”. Lo afferma Gian Vito Graziano, presidente nazionale dei geologi italiani. “Quella di Courmayeur e’ la frana, al momento, piu’ monitorata al mondo- ricorda Stefania Notarpietro, presidente dell’Ordine dei geologi della Valle D’Aosta- alla base e’ prevista la costruzione di un vallo di protezione lungo 750 metri. Servira’, in caso di collasso, a permettere l’evacuazione delle persone. Ma ricordiamolo, il vallo e’ stato progettato per gestire lo scenario da 1 milione di metri cubi. Un ottavo del volume totale. Il vallo e’, tuttavia, il primo esempio di investimento di ingenti somme per la prevenzione del dissesto. Un buon inizio”. D’altra parte “di frane cosi’ ce ne sono tante altre, anche piu’ grandi, ma non suscitano un clamore tale. Perche’? Perche’ ‘sotto’ non c’e’ Giampilieri (comune del messinese colpito dall’alluvione nel 2009, ndr), c’e’ La Palud, una localita’ prestigiosa della piu’ nota Courmayeur- prosegue Notarpietro- la frana in questione cuba 8,3 milioni di metri cubi. E’ una frana complessa, con porzioni al suo interno piu’ attive ed altre ancora quiescenti. Anche quest’anno si e’ riattivata ad APrile, come lo scorso anno”. “Il 27 giugno tutto il Consiglio nazionale dei geologi- dichiarato Gian Vito Graziano- sara’ con l’Ordine dei Geologi della Valle D’Aosta sulla frana in conferenza stampa con l’arrivo di geologi da tutte le regioni d’Italia che si incontreranno e discuteranno della frana de La Saxe e del ruolo fondamentale del geologo per la cura del territorio e la prevenzione del dissesto”.
Frana Courmayeur, geologi: la prevenzione è l’unica strada contro i rischi


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