Proprio lo scorso 21 Marzo 2014 ghiacci marini dell’Artico hanno raggiunto la loro massima estensione annuale, dopo una lunga stagione invernale, governata da un vortice polare troposferico rimasto pressoché compatto su tutto il mar Glaciale Artico, con profondissime depressioni extratropicali, colme di aria molto gelida a tutte le quote, che hanno conservato le masse d’aria gelida, di origine artica, oltre il Circolo Polare. Secondo le rilevazioni satellitari effettuate dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC), i ghiacci marini dell’Artico, lo scorso 21 Marzo, hanno raggiunto una massima espansione, di ben 14.910.000 chilometri quadranti. Si tratta di un dato inferiore rispetto alla media trentennale, del 1981-2010, che va in linea con il trend riscontrato in questi ultimi anni. In totale sono ben 15,5 milioni di chilometri quadrati in meno rispetto alla media dell’ultimo trentennio. Quest’anno, differentemente dagli altri anni, la massima estensione dei ghiacci artici si è registrata un po’ in ritardo rispetto alla tradizionale tabella di marcia. Solitamente la massima estensione dei ghiacci marini dell’Artico si raggiunge intorno la prima o la seconda decade di Marzo, attorno il 9-10 Marzo.
Dopo aver raggiunto la massima espansione annuale, i ghiacci marini dell’Artico cominciano nuovamente la fase d’arretramento, con l’avvento della stagione primaverile alle medie e alte latitudini. In quest’ultimo mese l’”Oscillazione Artica” (l’indice “AO”), presentando una lunga fase positiva, ha contribuito a spingere masse d’aria calde, d’origine sub-tropicale, sopra le vaste distese dell’Eurasia, anche se le temperature dell’aria sopra la Calotta Artica sono rimaste largamente al di sotto dello zero, data la presenza di un solido vortice polare, che ha mantenuto l’aria molto gelida lungo il mar Glaciale Artico. Il pattern atmosferico difatti è stato favorevole alla tenuta del “Pack” in vaste aree del mar Glaciale Artico, visto che un vortice polare cosi compatto, composto da varie circolazioni depressionarie molto profonde e colme di aria gelidissima a tutte le quote, di solito mantiene l’aria molto fredda, di origine artica, a ridosso del mar Glaciale Artico, favorendo un continuo raffreddamento di tutta la zona artica, dove le temperature si mantengono abbondantemente sotto la soglia dei +0°C. Solo fra il mare di Barents e il mar di Kara, l’afflusso di masse d’aria decisamente più miti da SO e O-SO, aspirate dall’Atlantico settentrionale dall’intenso flusso zonale che scorre a gran velocità fra il continente nord Americano e il nord Europa, ha mantenuto i il campo termico su valori nettamente sopra le medie del periodo, impedendo cosi al ghiaccio di potersi compattare.
Specie in corrispondenza dell’Artico norvegese e del settore più occidentale dell’Artico russo, fra la Novaja Zemlja e le isole Svalbard, dove ancora prevalgono ampi tratti di acque completamente libere dai ghiacci. I ghiacci, invece, presentano una buona estensione fra il mare della Siberia Orientale e il mar di Beaufort, dove si sono riscontrate delle persistenti anomalie termiche negative, grazie all’azione del “lobo” siberiano del vortice polare che ha convogliata aria molto gelida in direzione delle coste settentrionali dell’Alaska e del mar di Beaufort. Ma finalmente giungono anche notizie positive sullo stato di salute dei ghiacci. Difatti quest’anno si è registrato un aumento della presenza del cosiddetto “ghiaccio pluriennale”, quello meno giovane e più spesso, capace di resistere meglio alla fusione estiva. Al momento il “ghiaccio pluriennale” presenta un estensione di circa 3 milioni di chilometri quadranti, a dispetto dei 2,25 milioni di chilometri quadrati registrati nel 2013. La maggior parte del ghiaccio vecchio, la cui età è superiore ai 3-5 anni, si presenta attorno la parte centrale del mar Glaciale Artico, dove le temperature rimangono costantemente inferiori alla soglia dello “zero termico”. Questo leggero aumento del ghiaccio vecchio ci lascia ben sperare per la tenuta dei ghiacci in vista della ventura stagione estiva, ormai sempre più vicina anche sul mar Glaciale Artico.



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