Mentre l’Europa centro-occidentale e i paesi che si affacciano sull’area mediterranea cominciano a fare i conti con i primi tepori della stagione primavera, nell’estremo nord della Russia europea, lungo la costa artica, l’inverno continua a fare il suo dovere, grazie alla presenza di un vortice troposferico ancora piuttosto compatto. Nei prossimi giorni il “lobo” siberiano del vortice polare posizionerà i propri elementi principali sull’Artico russo, stabilendosi con un profondo vortice depressionario principale, colmo di aria molto gelida a tutte le quote, con valori sotto i -40° a 500 hpa, che si posizionerà ad est della Novaja Zemlja, sul settore più meridionale del mar di Kara, con un profondo minimo depressionario al suolo sui 974 hpa, a ridosso della penisola di Jamal. Questa ampia struttura ciclonica polare ad inizio settimana, fra le giornate di domani e mercoledì, estenderà i propri tentacoli in direzione del bassopiano della Siberia occidentale, appena ad est degli Urali settentrionali, dove piomberà una saccatura, alimentata lungo il bordo più occidentale dall’affondo di aria molto fredda, per non dire gelida in quota, che dal mare di Barents e dalla Novaja Zemlja si fionderà verso la regione settentrionale degli Urali e il settore più settentrionale del bassopiano Siberiano occidentale, determinando nevicate diffuse e un diffuso calo delle temperature, che si manterranno su valori ampiamente inferiori ai +0°C. settentrionale del bassopiano della Siberia occidentale.
La presenza nei bassi strati di un sistema frontale, pronto ad una rapida occlusione, incentiverà le precipitazioni che risulteranno a tratti persistenti e a prevalente carattere nevoso fino al piano, fra gli Urali settentrionali ed il nord della Siberia occidentale. Nel frattempo più ad est, sul bordo orientale della profonda depressione di origine polare, a causa dell’inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, si attiverà una sostenuta ventilazione da S-SO e SO, che convoglierà aria decisamente più mite, di tipo temperata continentale, che dalle steppe del Kazakistan settentrionali (che iniziano a scaldarsi sotto la crescente insolazione del mese di Aprile) e dalla Siberia sud-occidentale si muoverà in direzione dell’altopiano della Siberia centrale, comportando un significativo aumento termico su buona parte della Siberia centrale. Gli effetti di questa avvezione calda, attivata dall’affondo verso il bassopiano della Siberia occidentale della vasta circolazione depressionaria, facente capo al vortice polare, si sono già cominciati a percepire in molte aree della Siberia meridionale, dove nella giornata di ieri i termometri, per la prima volta nel 2014, hanno sfondato la soglia dei +21°C, con picchi di ben +25°C, visto l’afflusso di masse d’aria piuttosto miti in risalite dalle steppe del Kazakistan occidentale.
Basti pensare che ieri nella città di Barnaul la colonnina di mercurio ha sfondato la soglia dei +25°C, mentre a Chemal, sempre nella regione di Altai, nella Siberia meridionale, è stata registrata una massima davvero eccezionale, di ben +28.7°C. Notevolissimi anche i +21°C di Kemerovo e Novosibirsk, investite dalla mite ventilazione occidentale, attiva sul bordo più meridionale della profonda depressione artica, in azione lungo le coste artiche siberiane che si affacciano al mar di Kara. Da notare come tra il Kazakistan e la parte più meridionale della Siberia centro-occidentale si formi un anticiclone dalle caratteristiche dinamiche in quota, con massimi di oltre i 1025 hpa. Questa area anticiclonica nei giorni successivi tenderà a spostarsi verso levante, in direzione della Siberia centrale e della Mongolia, favorendo una ulteriore estensione del vortice polare in direzione delle coste siberiane affacciate al mar di Kara e al nord della Siberia centrale, dove si verificheranno ulteriori nevicate che depositeranno un discreto strato di neve fresca sui vasti boschi di conifere della taiga siberiana.
L’area ciclonica, collegata all’attività del vortice polare, transitando a nord dell’anticiclone dinamico, esteso dal Kazakistan fino alla Mongolia, determinerà un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” su tutto il comparto siberiano centrale. Le isobare strette e ravvicinate fra di loro metteranno in evidenza i divari barici fra il Kazakistan centrale, dove si registreranno valori barici superiori ai 1020 hpa, e il bassopiano della Siberia occidentale, dove invece, data la vicinanza del profondo minimo depressionario, la pressione scivolerà sotto i 990-980 hpa. Questo fitto “gradiente barico orizzontale” che si verrà a creare lungo i margini delle differenti figure bariche favorirà l’attivazione di una sostenuta, a tratti intensa, ventilazione dai quadranti occidentali, con una componente prevalente da SO e O-SO, che investirà la parte più settentrionale della steppa kazaka e la Siberia meridionale, ed in modo particolare la regione di Altai, dove domani si potranno registrare raffiche fino a 50-60 km/h, che si attenueranno non prima della serata successiva, allorquando la circolazione depressionaria, indebolendosi, tenderà a traslare sulla Siberia centrale.


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