Il timo è una pianta arbustiva perenne, appartenente alla famiglia delle Lamiaceae, alta fino a circa mezzo metro, con fusto legnoso nella parte inferiore, molto ramificato, che forma cespugli compatti. Esso, che cresce spontaneo soprattutto in prossimità del mare, ma anche in terreni aridi, sassosi e soleggiati di montagna e di pianura, ha una lunga storia alle spalle. Il nome generico “thymus” deriva etimologicamente dal termine greco “thymos”, che designava il principio della vitalità, il respiro e, metaforicamente, il cuore, secondo i Greci organo della respirazione e sede dell’ira, del coraggio e dell’ardore. L’attributo “thymos” indica un’esalazione di fumo (durante le funzioni religiose si bruciavano rametti di timo), ma anche il vigore fisico e il coraggio che la pianta può infondere, dato che gli antichi Greci ritenevano che il suo aroma apportasse queste due virtù eroiche, tanto che i soldati tonificavano il loro corpo lavandosi con acqua di timo e bevevano tisane per rinvigorire il loro animo. Gli Egizi utilizzavano il timo per preparare unguenti per l’imbalsamazione, pensando che l’anima dei defunti potesse risiedere nei suoi fiori. Questo è attualmente spiegabile per la presenza, nel timo, di olii essenziali in grado di impedire la putrefazione e la proliferazione batterica. Gli antichi Greci amavano consumare il miele che le api producevano visitando la pianta, dando da bere agli invitati dei loro banchetti, prima del pasto, una coppa di vino aromatizzato con miele al timo ed altri ingredienti. Anche i Romani sfruttavano le sue proprietà antisettiche per conservare derrate alimentari, per purificare l’aria negli ambienti chiusi, per aromatizzare cibi e formaggi e bruciavano la pianta, credendo che i fumi avrebbero tenuto lontano gli scorpioni. Plinio lo raccomandava come antidoto per le morsicature e il mal di testa, scrivendo: “per il mal di testa un decotto preparato in aceto viene applicato sulle tempie”.
Durante il Medioevo era consuetudine ricamare fiorellini di timo sui vestiti dei cavalieri e cucire piccoli rametti di fimo per infondere coraggio durante le battaglie. Le proprietà medicinali eculinarie di questa pianta erano talmente note, che Carlo Magno ordinò che il timo fosse coltivato in tutti i giardini erboristici e negli orti dei monasteri. Santa Ildegarda, una famosa erborista dell’antichità, utilizzava il timo contro lebbra e pidocchi; mentre più tardi il Mattioli, illustre botanico, affermò che la pianta combatteva asma, dolori reumatici, infezioni dell’apparato genitale e urinario, infiammazioni della vescica e batteri a livello gastrointestinale. Nel Rinascimento, invece, il timo cotto nel vino veniva utilizzato per gli asmatici, per curare le infezioni alla vescica, eliminare la tenia e guarire dagli avvelenamenti. Non dobbiamo dimenticare che il timo, assieme a lavanda, rosmarino e salvia, era uno dei preziosi ingredienti dell’”aceto dei quattro ladroni”, rimedio infallibile contro tutti i mali, soprattutto durante le pestilenze. Un’antica leggenda narra che, durante la pestilenza che colpì Tolosa nel 1630, quattro ladri, incuranti del rischio di restar contagiati, entravano nelle case degli appestati per derubarli di tutte le loro ricchezze. Catturati e condannati all’impiccagione, prima di essere giustiziati, svelarono al giudice qual era il segreto della loro incolumità dalla peste, in cambio della grazia da lui promessa. I ladri risposero che si bagnavano i polsi e le tempie, per due volte al giorno, con una miscela a base di erbe aromatiche, tra cui proprio il timo; che da allora prese il nome di aceto dei quattro ladroni.
Il timo non è solo ottimo per insaporire arrosti e stufati di manzo, montone e selvaggina, per aromatizzare i contorni, tra cui patate, piselli e fagioli, nonché zuppe e legumi, spiedini di pesce e pollame ecc; ma è anche ricco di proprietà benefiche: le sue foglie sono una delle fonti più ricche di potassio (che regola i liquidi corporei in eccesso, tenendo sotto controllo la pressione sanguigna), ferro, calcio, manganese, magnesio e selenio del mondo vegetale; contiene vitamine del gruppo B, beta-carotene, vitamina A, liposolubile e antiossidante, che mantiene sane le mucose della pelle ed è essenziale per la visione notturna; vitamine K, E, acido folico e vitamina X, che aiuta il corpo a sviluppare la resistenza contro gli agenti infettivi, influendo positivamente nella produzione di collagene nell’organismo. Grazie ai suoi principi attivi; è efficace contro i disturbi alle prime vie aeree respiratorie, dell’apparato gastrointestinale e delle vie urinarie; esercita un’azione antisettica, balsamica ed espettorante (utile contro tosse, pertosse, bronchite acuta e cronica) e, grazie al timolo, aiuta nei casi di diarrea e meteorismo. Lo sciroppo di timo è ottimo per decongestionare e disinfettare i bronchi, prevenendo le infezioni polmonari e contro la pertosse; gli infusi aiutano ad affrontare bronchite, asma, catarro e muco derivanti da problemi respiratori, i dolori mestruali, l’inappetenza, l’indigestione, ma anche nausea, flatulenza, coliche; apportando benefici alla funzionalità epatica e contrastando acne e impurità cutanee.
Bagni a base di olio essenziale di timo danno sollievo in caso di reumatismi, debolezza nervosa e problemi respiratori, rilassando corpo e mente. Per uso esterno, vengono sfruttate le sue proprietà deodoranti (cattivo odore dei piedi); antibatteriche ( applicato sulle ferite e nelle paste dentifrice) e calmanti (prurito, dolori reumatici). In ambito cosmetico, il timo è indicato per tutte le pelli grasse e impure, come defatigante del viso, facendo soffumigi brevi con una manciata di timo in un catino di acqua bollente, con gli occhi chiusi per evitare irritazioni; mentre gli estratti e l’olio essenziale sono usati per preparare shampoo, lozioni e polveri per il corpo e per i capelli grassi. Per ottenere un infuso di timo per le vie respiratorie: versare un cucchiaio da tavola di timo essiccato e sminuzzato in ¼ di litro d’acqua bollente, lasciando in infusione per un quarto d’ora e filtrando il tutto. Coprite il recipiente per evitare di disperdere gli oli essenziali.


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