La gran parte dei veicoli, dai modelli tedeschi di lusso alle berline americane, è ormai equipaggiata con sistemi di sicurezza automatizzati, che si fondano su processori, software e sensori: sistemi radar che diminuiscono la velocità in caso diminuisca la distanza col veicolo che lo precede, che frenano in caso di collisione imminente o che fanno rimanere l’ automobile all’interno delle linee di carreggiata. Google è andata oltre, equipaggiando Lexus e Prius con una tecnologia innovativa senza precedenti che rivoluzionerà il mercato dell’auto: veicoli che parcheggiano, fanno manovra e guidano facendo del tutto a meno dell’intervento umano. Le auto senza guidatore potrebbero “cambiare le nostre vite, consentire più spazi verdi, dare mobilità, impedire di perdere tempo al volante” – afferma Larry Page, amministratore delegato di Google – “L’americano medio trascorre circa 50 minuti facendo il pendolare. Immaginate di potere riavere indietro quei minuti preziosi.” Le aziende tecnologiche hanno generalmente il timore che l’innovazione sia tenuta a freno dalla legge, e Google in particolare ha un approccio differente con le automobili rispetto a software o cellulari, perché le automobili sono state ampiamente e dettagliatamente disciplinate per decadi, afferma Ryan Calo, un professore di diritto all’Università di Washington che ha co-fondato il centro “Aspetti Legali della Guida Autonoma” a Stanford. “Ciò che vogliamo, è sperimentare il veicolo per capire cosa funzioni e cosa sia da migliorare, e l’ausilio degli esperti federali non può che essere utile, se non va oltre.”
Pronta la risposta di Google anche per i più scettici: “I veicoli autonomi possono incrementare la sicurezza stradale perché non sono soggetti all’errore umano: addormentarsi al volante, guidare sotto l’effetto di alcol o stupefacenti, non rispettare i limiti di velocità. Possono anche offrire la mobilità alle persone che non possono guidare, come i disabili o gli anziani“. Il direttore del progetto della self-driving car, Chris Urmson, sostiene che ci sono “centinaia di oggetti diversi che si muovono” e sostiene di aver migliorato il software in modo che possa individuare contemporaneamente degli oggetti tra i quali pedoni, autobus, gesti a mò di segnale fatti dai ciclisti, e altro. Il video mostra l’auto mentre percorre le strade nei pressi di Googleplex nell’area di Mountain View, sede del colosso californiano. Insomma, una trasformazione epica o un’idea che non convincerà l’umanità? Nonostante l’auto senza conducente di Google sia pronta per poter impelagarsi all’interno dei percorsi urbani che presentano molteplici insidie, un recente sondaggio dice che gli americani sono ancora dubbiosi sulla guida automatizzata. Ad esempio, cosa accadrebbe se un hacker prendesse possesso della strumentazione di bordo? La preoccupazione più grande, però, rimane la mancanza del giudizio umano. La prima volta che un veicolo senza guidatore sterzerà per evitare un carrello della spesa e colpirà un passeggino, qualcuno scriverà ‘auto robot uccide neonato per salvare la spesa’. “E’ solo una delle ragioni per cui vogliamo essere sicuri che i veicoli siano testati appieno”, aggiunge Ryan Carlo. D’altronde, c’era scetticismo anche la prima volta che un computer avrebbe dovuto sostituire il lavoro umano, o quando una carrozza di ferro cominciò a camminare senza l’ausilio di cavalli. Quindi perchè preoccuparsi? La nostra mente bigotta non può comprendere, o il nostro istinto ci consiglia di non modificare le nostre amate abitudini? Forse, più di qualcuno, ne trarrebbe vantaggio.
L’auto senza conducente di Google: rivoluzione epocale o idea imprudente? [VIDEO]


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