Due morti accertati e 290 dispersi. Rischia di trasformarsi in una tragedia pesantissima il naufragio del traghetto sudcoreano Sewol, avvenuto questa mattina, con a bordo quasi 480 persone, di cui oltre 300 studenti delle superiori. Le vittime accertate sono due, di cui uno studente e una giovane donna dell’equipaggio, ma l’alto numero dei dispersi ha trasformato i soccorsi in una vera e propria lotta contro il tempo col traghetto colato a picco e ribaltatosi in pochissime ore. Il governo aveva in precedenza annunciato che erano state salvate 368 persone, ma da un successivo conteggio e’ emerso il vistoso errore, con l’ammissione del nuovo numero di dispersi. A piu’ di cinque ore dall’incidente, appena 180 persone sono state messe in sicurezza tra i timori crescenti che molti dei passeggeri possano essere rimasti intrappolati all’interno della nave affondata. A dare un timido ottimismo c’e’ l’ipotesi di un conteggio che non tiene conto dell’intervento di pescherecci e imbarcazioni private accorse sul luogo dell’affondamento. Il Sewol, nave da 6.325 tonnellate, trasportava 477 persone, poco piu’ della meta’ dei 921 di capacita’ massima, ed era diretto all’isola meridionale di Jeju, meta turistica molto popolare. Sul traghetto c’erano 325 studenti di un liceo di Ansan, a sud di Seul, in una gita scolastica per quattro giorni. La nave ha lanciato la richiesta di soccorso alle 8:58 locali (l’1:58 in Italia), a 20 km al largo dell’isola di Byeongpoong. Non e’ ancora chiara la dinamica dell’incidente, ma le prime testimonianze hanno menzionato un fortissimo boato prima che la nave, improvvisamente, cominciasse ad affondare inclinandosi su un lato, rilanciando le speculazioni su un impatto con una roccia sott’acqua o di una collisione con un’altra nave. Le immagini televisive trasmesse in diretta hanno mostrato la nave, colata a picco in due ore, con tutto l’equipaggio al lavoro per favorire l’evacuazione. Alle operazioni di soccorso sono impegnate circa 40 unita’ tra motovedette della guardia costiera, navi militari ed elicotteri, con tanto di unita’ subacquee speciali.
I sommozzatori delle unita’ speciali militari e della guardia costiera sudcoreane sono al lavoro alla disperata ricerca delle persone che mancano all’appello. Il timore crescente, a quasi 11 ore dall’incidente, e’ che la gran parte sia rimasta bloccata all’interno dello scafo, ma le operazioni di soccorso risultano complicate per il buio e la scarsa visibilita’ a causa delle acque limacciosa e delle forti correnti che ostacolano l’accesso nella nave affondata. Piu’ di 80 barche e 18 velivoli setacciano le acque della zona dopo un’incidente che puo’ diventare uno dei piu’ mortali nella storia moderna della marina civile della Corea del Sud. Sono stimate in 459 le persone a bordo, tra cui 325 studenti di una scuola superiore di Ansan, a sud di Seul: 164 sono state tratte in salvo, mentre due sono le vittime e 293 i dispersi. Le basse temperature dell’acqua (circa 12 gradi) peggiorano le possibilita’ di sopravvivenza di eventuali superstiti, mentre decine di persone sono state portate in ospedale con ferite, tra cui diverse fratture e ustioni, secondo quanto riferito dai funzionari del governo.


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