La percezione di intolleranze alimentari supera il 40%, le vere allergie alimentari interessano circa l’8-10% della popolazione, la malattia celiaca riguarda l’1% della popolazione. Esplodono le allergie alimentari in Italia, dove a soffrirne sono oltre tre milioni, cifra quasi raddoppiata nel corso degli ultimi dieci anni. A soffrirne principalmente sono i bambini, con il 6% degli interessati, contro il 4% degli adulti. Le allergie alimentari costituiscono patologie in costante aumento nel nostro Paese sia perche’ un numero sempre maggiore di bambini e adulti sviluppa questo tipo di patologie, sia perche’ i tipi di proteine alimentari in grado di dare allergia stanno aumentando sempre di piu’. Di tutto questo se ne parlera’ a Roma fino a domenica, in occasione del IV Congresso Ifiaci e XXVII Congresso nazionale della Siaaic, la Societa’ italiana allergologia, asma e immunologia clinica, presso l’Ergife Palace Hotel, in via Aurelia 619. “Il congresso di quest’anno costituisce un evento importante, perche’ da’ pari dignita’ a tutte le componenti dell’allergologia e dell’immunologia clinica italiana e ristruttura la societa’ ponendo nuove basi- dichiara il professor Giorgio W. Canonica, neopresidente Siaaic e direttore Clinica Malattie Respiratorie e Allergologia dell’Universita’ di Genova- Anche le aree tematiche di interesse sono pensate in modo da dare eguale importanza anche a tutti gli argomenti che fanno parte della materia. La partecipazione prevista, si parla di oltre 500 specialisti da tutta Italia, sottolinea l’importanza specifica del programma”. Gli alimenti che possono provocare una reazione allergica possono appartenere sia al mondo animale che a quello vegetale. In Italia prevalgono quelle per frutta e verdura, ma sono molto frequenti anche quelle per semi, crostacei, latte e uova. E’ una patologia diffusa sia nell’eta’ pediatrica che in quella adulta: ci possono essere delle forme piu’ o meno gravi, a seconda delle proteine, con reazioni quali shock anafilattico, orticaria e angioedema, e proteine che possono dare disturbi lievi, quali disturbi gastrointestinali e al cavo orale. “La terapia per la forma allergica alimentare parte da una corretta diagnosi- dichiara la professoressa Donatella Macchia, direttore medico di I livello di Allergologia e Immunologia clinica all’ospedale San Giovanni di Dio di Firenze e membro del direttivo della Siaaic- occorre sapere esattamente a cosa si e’ allergici. Solo l’allergo-immunologo puo’ trovare le giuste risposte: occorre effettuare test diagnostici, test cutanei, test sierologici. Sino ad arrivare alla terapia farmacologica, che puo’ essere preventiva o per l’urgenza, che a volte richiede l’iniezione di adrenalina per i malati piu’ gravi”. La malattia celiaca coinvolge sempre il sistema immunitario: interessa anticorpi diversi, che reagiscono soltanto con un componente dell’alimento, il glutine, presente nel grano e nei cereali. La celiachia si diagnostica attraverso la ricerca di anticorpi specifici, e poi si devono fare dei controlli anche nel sistema gastroenterico, dove l’anticorpo incontra il glutine del grano. “Entrambe sono malattie del sistema immunitario, seppur diverse- spiega Macchia- Ma ci possono essere persone celiache che possono manifestare anche allergie alimentari. All’inizio della loro dieta senza glutine queste persone traggono un iniziale beneficio, ma poi possono tornare certi sintomi simili a quelli prima alla diagnosi, causati dallo scatenarsi delle allergie alimentari. Ancora non esistono stime certe per questi casi, ma sono sicuramente in aumento: riguardano spesso la frutta, anche quella secca, ma non e’ meno grave quella che viene provocata dalle farine in alternativa al grano. I celiaci possono avere anche l’asma e il raffreddore allergico: in queste persone e’ piu’ facile che si presenti l’allergia alimentare”. Scarsa la consapevolezza delle differenze tra allergie e intolleranze, anche nel campo medico: la percezione di intolleranze alimentari supera il 40%, le vere allergie alimentari interessano circa l’8-10 % della popolazione, la malattia celiaca riguarda l’1% della popolazione. Una particolare attenzione deve essere rivolta nei confronti dei test fatti tramite il web: gli specialisti sottolineano che “non sono attendibili”. I sintomi delle allergie alimentari possono inizialmente essere molto sfumati e presentarsi come orticaria, dolori addominali, nausea, vomito o diarrea. Nei casi piu’ gravi, pero’, le allergie alimentari provocano delle condizioni estremamente gravi come l’angioedema (gonfiore della mucosa del cavo orale e della gola che causano difficolta’ respiratoria) e il temibile shock anafilattico. Tra gli altri temi che saranno trattati durante il congresso largo spazio alla rinite allergica, all’asma bronchiale, alle allergie professionali e a quelle al lattice. Un’occasione importante che unisce tutti gli specialisti italiani e i piu’ influenti esperti a livello internazionale per discutere degli argomenti piu’ attuali riguardanti l’area delle patologie allergologiche e del sistema immunitario. Queste malattie sono in grandissimo aumento nella nostra popolazione: la percentuale di pazienti con allergie aumenta a livello esponenziale, sino a coinvolgere un italiano su cinque. “La rinite allergica colpisce un adulto su cinque e un bambino su quattro- spiega il professor Massimo Triggiani, presidente uscente Siaaic e docente di Allergologia e Immunologia clinica presso l’Universita’ di Salerno- Ma il trend tende ad aumentare: entro il 2020 colpira’ il 50% dei piu’ piccoli. L’asma bronchiale colpisce intorno al 10% della popolazione, mentre le allergie alimentari colpiscono il 6% dei bambini e il 4% degli adulti. Per quanto riguarda quelle ai farmaci non esistono ancora dati definitivi, ma l’incidenza, anche questa in aumento, e’ stimabile intorno all’1% della popolazione per quanto riguarda le reazioni avverse a medicinali, soprattutto antibiotici e antiinfiammatori, e a mezzi di contrasto usati in radiologia”. Gli equivoci, secondo gli allergologi, si hanno anche con i sintomi respiratori: l’iperreattivita’ bronchiale, ossia una forte sensibilita’ delle vie aeree che diventano molto reattive a particolari stimoli quali fumo, odori forti e agenti irritanti puo’ essere confusa con l’asma allergico. “In questi casi- continua Triggiani- una persona su due consulta il web: nel 90% dei casi l’informazione via internet e’ scorretta, o in toto o parzialmente. E se la diagnosi e’ errata, il paziente che si rifugia subito in farmaci puo’ incorrere a danni significativi, oltre ovviamente a non curare nulla. Anche quando la diagnosi e’ corretta, c’e’ bisogno di attenzione per capire non soltanto il sintomo, ma per individuarne le cause”.
Salute, allergie alimentari: in Italia ne soffrono 3 milioni di persone


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