Salute: i test dermatologici insufficienti nella prevenzione delle allergie ai profumi

Le allergie alle fragranze contenute nei cosmetici sono in aumento ed e’ difficile trovare prodotti di bellezza che siano davvero privi di profumazione, cosi’ come limitarsi ad eseguire i patch test, test dermatologici per capire il tipo di composto responsabile della dermatite, non e’ sufficiente perche’ ci sono tante fragranze che sfuggono al controllo e molti falsi positivi. Lo sostiene Howard Maibach della University of California a San Francisco, autore della review dedicata alle allergie ai cosmetici, pubblicata su Cosmetics and Toiletries science applied. “I belletti contengono miscele profumate anche in tracce, non sempre riportate nell’elenco degli ingredienti dei prodotti cosi’ che non e’ facile evitare di venirne in contatto. Per scoprirle i patch test si basano su alcune miscele di ingredienti maggiormente responsabili di scatenare le dermatiti e il metodo quindi non e’ esente da errori o falsi positivi”. Percio’ i dermatologi raccomandano di interrompere l’uso del prodotto che ha scatenato la reazione irritativa per almeno 8-12 settimane. Se la dermatite permane e’ bene sottoporsi ai patch test e alle prove ‘ad insulto ripetuto’, metodo che prolunga il contatto e le possibilita’ di trovare il composto incriminato. “Se si individua l’ingrediente e’ possibile scartare quei prodotti che lo contengono ma non sempre si puo’ quindi si suggerisce a scopo precauzionale l’astensione completa dai prodotti profumati. Ma – conclude Maibach – sono ancora poche le case cosmetiche che producono intere linee prive di fragranze”.