Ogni anno 200mila italiani vengono colpiti da un ictus, con un forte impatto anche sulle loro famiglie, sia dal punto di vista sociale che economico. Le stime parlano di 930mila persone che gia’ convivono con le conseguenze invalidanti di questa malattia: una vera e propria emergenza, secondo gli esperti di Boston Scientific e dell’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale (Alice), che sulla base di questi dati hanno appena stretto una collaborazione per potenziare soprattutto i temi della prevenzione di questa patologia. L’attenzione e’ soprattutto per la fibrillazione atriale, “la principale causa di ictus che troppo spesso non viene individuata – dicono gli esperti – oppure e’ ampiamente sottovalutata e, quindi, non adeguatamente trattata”. L’obiettivo prioritario, aggiungono, “e’ sensibilizzare i medici, i media e l’opinione pubblica sulle nuove tecnologie salvavita che offrono soluzioni terapeutiche molto efficaci, soprattutto per pazienti nei quali le terapie farmacologiche con anticoagulanti non siano adeguate, perche’ non tollerate, controindicate o non correttamente assunte”. Tra queste tecnologie ci sono i cosiddetti ‘ombrellini salvacuore’: “Si utilizzano per la chiusura dell’auricola sinistra – concludono gli specialisti – una piccola ‘tasca’ del cuore dove si formano i trombi che possono migrare al cervello e causare l’ictus. Il loro impianto, nel solo 2013, e’ aumentato piu’ del 50% rispetto al 2012”. La Societa’ Europea di Cardiologia ha ufficialmente accreditato questa tecnica “come metodica di comprovata efficacia per prevenire la fuoriuscita e l’embolizzazione dei coaguli che determinano potenziali eventi ischemici”.
Salute: l’ictus colpisce 200mila italiani l’anno, la sfida è la prevenzione


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