
Entro i prossimi 20 anni lo scompenso cardiaco, gia’ oggi seconda voce di spesa del Servizio Sanitario nazionale, aumentera’ del 25 per cento. Lo affermano gli esperti dell’Universita’ di Ferrara, che in previsione delle giornate europee dello scompenso in programma dall’8 al 10 maggio hanno invitato lo chef Gualtiero Marchesi a illustrare le proprie “ricette salvacuore”. “E’ un problema sanitario in crescita”, ha spiegato Roberto Ferrari, Direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Universita’ degli Studi di Ferrara, “in parte dovuto all’invecchiamento della popolazione e in parte conseguenza dei successi della cardiologia. Oggi si sopravvive sempre di piu’ agli infarti e si entra in una situazione di scompenso cardiaco cronico, che richiede un’attenta gestione da parte del medico ma anche una forte adesione alle cure da parte del paziente”. La terapia, spiega l’esperto, non passa solo per i farmaci, come dimostra l’attivita’ del Centro per la Prevenzione e Cura delle Malattie Cardiovascolari dell’Universita’ di Ferrara, che utilizza tecniche di medicina narrativa, attivita’ fisica ed educazione alimentare come coadiuvanti la terapia medica. Nell’ambito delle iniziative per le giornate il Centro ha ospitato lo chef Gualtiero Marchesi per la creazione di alcuni piatti speciali, dedicati alla salute del cuore. “Nel nostro ospedale abbiamo almeno un ricovero al giorno per scompenso cardiaco e nell’arco dei prossimi vent’anni ci si aspetta in Italia un aumento del 25 per cento del numero di pazienti, ha commentato Marco Metra, Direttore dell’Unita’ Operativa Complessa di Cardiologia degli Spedali Civili e dell?Universita’ di Brescia. “Il 30-40 per cento dei pazienti ospedalizzati per scompenso cardiaco ¨ costretto a ritornare in ospedale entro un anno dal primo ricovero. In questo scenario, la ricerca non e’ ancora riuscita a ottenere risultati consistenti per migliorare la prognosi di questi pazienti e interrompere la spirale di progressivo peggioramento innescata da ogni episodio di scompenso cardiaco acuto”.


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