Marte non è sempre stato un pianeta arido e privo di oceani. La levigazione delle rocce e le recenti analisi geochimiche, evidenziano un pianeta un tempo rigoglioso, dove, grazie ad una densa atmosfera, alle temperature medie più elevate e ad una conseguente pressione maggiore in superficie, era possibile la presenza di acqua allo stato liquido. Oggi l’acqua c’è, ma è presente soltanto sotto forma di ghiaccio secco, principalmente nelle calotte polari osservabili anche dalla Terra. Tornando alla levigazione delle rocce, un’immagine ad alta risoluzione della sonda Mars Express, ripresa lo scorso 7 Dicembre, mostra la Osuga Valles, una parte di Vallis Marineris, l’enorme canyon lungo circa 5.000 km che attraversa il pianeta in senso equatoriale, dov’è possibile riconoscere i segni lasciati dallo scorrere di acque alluvionali provenienti da un piccolo altopiano vicino al margine sud-orientale di questa gigantesca fenditura. Osuga Valles è un canale di deflusso che ha origine da una regione di terreno caotico ai margini della Eos Chaos. Tale paesaggio è dominato da blocchi orientati in modo casuale e da terreno fortemente eroso. Un esempio di questa morfologia superficiale è visibile in basso nell’immagine, nella depressione profonda circa 2.500 metri in cui termina Osuga Valles. L’ipotesi più plausibile per spiegare l’origine di questa struttura è quella del verificarsi periodico di catastrofiche inondazioni che hanno pesantemente eroso la superficie marziana. Le differenze in elevazione all’interno di questo antichissimo letto fluviale e la presenza di canali trasversali scavati sulle isole, suggeriscono che Osuga Valles deve aver sperimentato diversi violenti episodi di allagamento.
Segni di alluvioni remote su Marte: quando l’acqua abbondava sul pianeta rosso (Foto)



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