Temperatura e livelli degli oceani sono stati spesso collegati, ma non sempre: ad esempio per centinaia di migliaia di anni è accaduto che il livello dei mari sia aumentato nonostante un prolungato calo della temperatura. E’ quanto emerge dalla prima ricostruzione dei livelli dei mari relativa agli ultimi 5,3 milioni di anni realizzata da un gruppo di ricerca coordinato dall’Università Nazionale Australiana a Canberra, usando le informazioni ‘custodite’ nel plancton e pubblicata sulla rivista Nature. Andare indietro nel tempo di milioni di anni per ricostruire le condizioni ambientali, in particolare il livello degli oceani, risulta un obiettivo estremamente complesso che può però fornire preziose informazioni sul destino a cui andremo incontro nei prossimi secoli a causa del riscaldamento globale. Analizzando la composizione chimica delle conchiglie sedimentate sul fondo del Mediterraneo dei microrganismi che costituiscono il plancton i ricercatori australiani sono riusciti a ricostruire la storia della temperatura e dell’altezza dei mari fino a 5,5 milioni di anni.
Questo viaggio nel passato è stato possibile analizzando la percentuale dei diversi isotopi, la varianti più o meno ‘pesanti’ di uno stesso elemento, dell’ossigeno tra i costituenti della conchiglia di questi microrganismi marini. Un metodo, applicato ai sedimenti presenti sul fondo del Mediterraneo, che ha permesso di comprendere meglio l’influenza delle temperature degli oceani sull’innalzamento del livello del mare. I dati hanno dimostrato che, diversamente da quanto ritenuto finora, vi sono stati periodi in cui nonostante la diminuzione delle temperature il livello dei mari ha registrato un incremento. Questo nuovo ‘diario’ degli oceani, unito alle informazioni precedenti, potrebbe aiutare a comprendere meglio i meccanismi che regolano l’innalzamento degli oceani e prevedere l’evoluzione nei prossimi secoli.


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