Terremoto causato dalle trivellazioni? “Dopo l’Emilia anche l’Abruzzo si doti di uno studio specifico”

fracking_1Esistono solide evidenze scientifiche che indicano che le varie attività connesse allo sfruttamento degli idrocarburi, sia solidi che gassosi, possono provocare terremoti“. Inizia così una nota del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua che, partendo dal fatto che la Regione Emilia Romagna ha bloccato, per precauzione, “trivellazioni e nuove concessioni“, chiede come intenda muoversi la Regione Abruzzo, con un territorio ad altissimo rischio sismico. Dopo il terremoto del 2012 la Regione Emilia Romagna pretese dalla Protezione civile la realizzazione di uno studio specifico sulla possibilità che lo sciame sismico potesse essere correlato con l’estrazione di idrocarburi. E’ nata così la International Commission on Hydrocarbon Exploration and Sismicity in the Emilia Region (Ichese) istituita l’11 dicembre 2012. I dati conclusivi sono stati resi noti nei giorni scorsi dal presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani. Si legge nel rapporto: “Queste valutazioni indicano che l’attività sismica immediatamente precedente il 20 maggio e l’evento principale del 20 maggio sono statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e re-iniezione di Cavone”. Il campo di Cavone si trova a Mirandola e al momento è destinato “solo ad attività scientifica, per approfondire il nesso tra trivellazioni e terremoto”. fracking_2All’epoca funzionava a pieno regime e immediatamente dopo il disastro si vociferò che dietro il terremoto potessero esserci le trivelle. Tornando in Abruzzo…Da anni – scrive Augusto De Sanctis, del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua – l’intero movimento che si batte contro la deriva petrolifera chiede, senza alcun risultato, alla Regione Abruzzo, una delle aree più sismiche del Paese, di dotarsi di un gruppo di esperti indipendenti per affrontare in maniera adeguata la deriva petrolifera, visto che il Governo vuole far diventare l’Abruzzo un distretto minerario per gli idrocarburi. I problemi di sismicità sono estremamente seri e riguardano non solo il petrolio ma anche l’estrazione di gas e il suo stoccaggio (ricordiamo che nell’area del fiume Treste la Stogit ha uno degli impianti di stoccaggio più grandi del Paese e che vuole aumentarne la capacità alzando la pressione). Il Comitato Via regionale potrebbe giovarsi di autorevoli collaborazioni per i propri pareri“. “Ora, – prosegue – , dopo la pubblicazione del rapporto, la Regione Emilia Romagna ha bloccato le nuove richieste per lo sfruttamento di idrocarburi nel suo territorio. Si ricorda che la Regione Abruzzo può negare la propria intesa per le attività in terraferma (e può comunque esprimersi parere su quelle in mare), ma finora non si è mai espressa nei termini concessi dal Governo. Come al solito cittadini, movimenti ed associazioni in Abruzzo dimostrano di avere più lungimiranza dei loro governanti“.