Il violento terremoto che stamani ha scosso la costa settentrionale del Cile, malgrado l’elevatissima magnitudo, di ben 8.2 Richter, al momento, dalle notizie a nostra disposizione, non avrebbe prodotto danni ingenti nelle città prossime all’epicentro, fra Iquique e Arica. La mancanza di danni significati, proporzionali alla violenta magnitudo del sisma, è da attribuire ad una serie di fattori, fra la localizzazione dell’epicentro del sisma, avvenuta nell’oceano, e i notevoli passi in avanti fatti dal Cile in materia di prevenzione ai terremoti. L’epicentro della fortissima scossa tellurica, difatti, si è localizzato nel tratto di oceano antistante la costa settentrionale cilena, poco lontano dai confini peruviani, nell’area del golfo di Arica. Localizzandosi in mare aperto, ad una debita distanza dalla fascia costiera, gli effetti del terremoto, in termini di scuotimento del suolo, sono stati in parte attutiti. A ciò si uniscono i passi in avanti fatti dal Cile, per quel che riguarda la prevenzione sismica.
L’applicazione di una più severa regolamentazione antisismica, adottata dal governo cileno, obbliga tutte le imprese edilizie del paese sud-americano alla costruzione di edifici moderni, in cemento armato, che devono essere in grado di rispondere in moto armonico alle violente sollecitazioni del suolo, in caso di scosse molto violente, sopra i 8.0 – 8.5 Richter. Normativa che si sta rendendo sempre più efficace, ogni qual volta si verificano eventi sismici di tale violenza, che lungo la costa cilena hanno una ricorrenza molto breve.


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