“Nessuna sorpresa per il terremoto che la scorsa notte ha colpito il Cile. La placca interessata era gia’ nota perche’ in passato ha dimostrato di essere molto attiva. In quell’area, infatti, sono stati registrati terremoti anche piu’ forti di quello che si e’ verificato ieri notte”. Lo ha detto all’AGI Claudio Chiarabba, direttore della Struttura terremoti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). “Anche se nella stessa area si sono registrati terremoti piu’ forti, quello di ieri sera che ha avuto una magnitudo di 8.2 dara’ molto probabilmente origine a diverse repliche”, ha spiegato Chiarabba. “Tuttavia, e’ poco probabile che le scosse di assestamento possano generare uno tsunami. Attenzione pero’: non e’ – ha precisato lo scienziato – un’eventualita’ da escludere. Su questo non abbiamo certezze”. Il rischio tsunami non sarebbe infatti collegato solo all’intensita’ del terremoto. “E’ una questione complessa – ha sottolineato Chiarabba – perche’ lo tsunami e’ associato al movimento del fondo dell’oceano e non possiamo escludere a priori che una replica, legata all’ultima parte della faglia, possa scatenare questo movimento e quindi generare uno tsunami”.
Terremoto in Cile, INGV: “Attese molte repliche”


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