L’abbassamento dei livelli di rame potrebbe essere una strategia utile per il trattamento dei tumori caratterizzati da una mutazione comune nell’oncogene BRAF (BRAFV600E). Lo rivela un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature che ha scoperto, attraverso esperimenti effettuati su topi e cellule, che il rame e’ necessario per la segnalazione e la crescita di questi tumori. In particolare, la ricerca ha dimostrato che il rame si lega ad una specifica proteina nel percorso di segnalazione BRAFV600E per favorire la crescita del cancro. La distruzione genetica della captazione del rame riesce a ridurre la proliferazione tumorale guidata dal BRAFV600E nei topi. I chelanti del rame – agenti utilizzati per trattare le patologie da eccesso di rame, come la malattia di Wilson o degenerazione epatolenticolare – riducono la crescita delle cellule tumorali BRAFV600E, incluse quelle resistenti agli inibitori BRAF. I chelanti del rame che sono gia’ sfruttati per altre condizioni potrebbero essere utili al trattamento non solo dei tumori con BRAF mutato ma anche di quelli che hanno sviluppato resistenza agli inibitori. Lo studio e’ stato condotto da Chris Counter del Duke University Medical Center.
Tumori: i chelati del rame riducono la crescita delle cellule tumorali


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