Un boato improvviso e poi il caos: la gita scolastica all’isola modello di Jeju, sofisticata e allo stesso tempo popolare, ha preso le sembianze di un incubo per i 325 studenti, la maggioranza dei 462 a bordo della nave Sewol, colata a picco in due ore al largo dell’isola di Byeongpung. Le prime testimonianze raccolte dalle tv sudcoreane, che hanno trasmesso in diretta le operazioni di soccorso, sono state inequivocabili. “Mentre il traghetto continuava a tremare e a inclinarsi, siamo caduti e finiti l’uno contro l’altro”, ha detto Lim Hyung-min ai microfoni della Ytn, uno dei 78 studenti messi in salvo nel conteggio notturno. Ha riferito di persone che sanguinavano e che lottavano per mantenere l’equilibrio sempre piu’ precario. Raggiunto il ponte, il salto nelle acque fredde: “ho nuotato verso i soccorsi, pensando di voler vivere”. Un altro compagno di viaggio, avvolto ancora in una coperta, ha fornito particolari sulle istruzioni d’emergenza date a pochi minuti dall’impatto. “Ci e’ stato detto di restare calmi nelle nostre cabine”, ha detto alla tv pubblica Kbs. Una circostanza destinata ad alimentare le polemiche sulla gestione della crisi. La nave si e’ subito inclinata sul fianco rendendo pressoche’ impossibile, come detto da altri sopravvissuti, gli spostamenti. L’orario dell’incidente non ha aiutato. Alle 9 del mattino, le 2 in Italia, in molti erano ancora nelle cabine a dormire o al terzo piano al di sotto del ponte per la colazione. “Risalire su – ha affermato una ragazza – e’ stato difficile. Non so come ci sia riuscita”. A tutti i passeggeri e’ stato detto di indossare i giubbotti di salvataggio e, a un certo punto, di saltare in acqua considerata la velocita’ con cui il traghetto stava andando giu’, tale da impedire l’utilizzo delle scialuppe di salvataggio e anche di quelle gonfiabili. Ad alcune centinaia di chilometri di distanza, circa 250 genitori hanno inscenato una protesta alla Danwon High School di Ansan, alle porte di Seul, chiedendo informazioni chiare sulla sicurezza dei loro figli di fronte agli annunci contraddittori e alle ripetute gaffe del governo sullo stato dei soccorsi e sul numero dei superstiti, passati da 368 iniziali ad ‘appena’ 174. Hanno chiesto l’elenco dei passeggeri salvati, inutilmente, visto che la macchina dei soccorsi ha mostrato difficolta’ organizzative. Molti di loro, sempre nelle immagini dei network televisivi, stringevano i telefoni cellulari, in attesa di una chiamata dai loro figli o dai soccorritori, preparandosi a un lunga notte di veglia in vista della ripresa dei soccorsi, sospesi per il buio e le cattive condizioni del mare. Un bilancio che si preannuncia pesante per la Danwon, i cui studenti erano circa i due/terzi dei 325 a bordo della Sewol. E almeno per due di loro e’ giunta in piena notte la conferma ufficiale della morte.


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