L’istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha rivisto la magnitudo della seconda scossa di terremoto che ha colpito le Isole Salomone, nel Pacifico, portandola da 7.7 a 7.5. Inoltre l’Usgs ha corretto il dato iniziale spiegando che l’epicentro è stato individuato a 35 e non a 20 chilometri di profondità. Al momento non si hanno notizie di vittime o danni. Nella mattinata locale di domenica (ieri sera in Italia) l’arcipelago era stato colpito da un sisma di magnitudo 7.6, che aveva provocato grandi onde. Inizialmente il Pacific tsunami warning center aveva emesso un’allerta tsunami per Isole Salomone, Vanuatu e Papua Nuova Guinea, ma quell’allerta era stata poi revocata. Le Isole Salomone, dove vivono circa 600mila persone, si stavano riprendendo a seguito delle devastanti alluvioni che hanno colpito la capitale e altre zone il 3 aprile, in cui sono morte 23 persone e sono rimaste senza casa circa 9mila residenti. Per quegli allagamenti restano disperse 30 persone. Le Isole Salomone si trovano sulla cosiddetta ‘cintura di fuoco’, una zona in cui sono frequenti terremoti e attività vulcaniche.
Violenta scossa nelle Isole Salomone: magnitudo rivista a 7.5


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