1 Maggio: le origini storiche della Festa del lavoro, un giorno di impegno civile per tutti

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1 MAGGIO COPIl 1° Maggio nasce come momento di lotta internazionale di tutti i lavoratori, abbattendo le barriere geografiche e sociali, per affermare i propri diritti, per raggiungere obiettivi, per migliorare la propria condizione; è un giorno di impegno civile per tutti, lavoratori, disoccupati ed emarginati… infondo, è la stessa nostra Costituzione, nel celebre art 1, a recitare che “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il 1 maggio, da molti ormai definito “Festa del non lavoro”, non è solo scendere nelle strade, invadere le piazze, agitare le bandiere ed assistere ai concerti “di rito”, ma lotta, mobilitazione, speranza.

1  MAGGIOPer capire appieno il significato di questo giorno, dobbiamo fare un passo indietro nella storia. La crescita delle società industriali moderne fu accompagnata, come noto, dalle lotte operaie per la riduzione della giornata lavorativa. Fin dai primi decenni dell’800, negli Stati Uniti e in Inghilterra prese forma l’obiettivo di ridurre la giornata di lavoro a 10 ore. Queste ultime, conquistate a Filadelfia qualche anno prima, divennero giornata lavorativa legale per i dipendenti pubblici statunitensi nel 1840; mentre in Inghilterra il Ten Hours Act venne approvato nel 1847. Ma l’esistenza delle leggi non voleva dire che esse fossero osservate, dal momento che gli imprenditori erano restii a ridurre la giornata lavorativa. Proprio mentre ancora si lottava per generalizzare le dieci ore, crebbe un’altra rivendicazione, ancora più radicale: la giornata di 8 ore, senza ombra di dubbio influenzata dalla rapida e generale introduzione delle macchine, che incrementarono rapidamente e di continuo la produttività del lavoro.

1 MAGGIO 1Dal congresso dell’Associazione internazionale dei lavoratori, la Prima Internazionale, riunito nel settembre 1866 a Ginevra, scaturì una proposta concreta: 8 ore come limite legale all’attività lavorativa e a lottare sulla questione delle 8 ore furono soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi. Nell’ottobre del 1884, la “Federation of Organized Trades and Labour Unions” indicò nel 1 Maggio 1886 la data limite, a partire dalla quale gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di 8 ore al giorno. Sabato 1 Maggio 1886, nonostante fosse giornata lavorativa, quasi 400 .000 lavoratori scioperarono. Solo a Chicago, che stava diventando una delle maggiori e più combattive concentrazioni operaie, furono 80.000 i lavoratori scioperanti e allo sciopero parteciparono sindacalisti, socialisti, anarchici e aderenti al movimento riformatore dei Knights of Labor. Le lotte di fabbrica in corso davano alla manifestazione di Chicago una tensione particolare, che si protrasse nei giorni successivi. E furono gli avvenimenti di questi giorni ad avere poi un’influenza decisiva sul movimento operaio mondiale: il il 2 maggio, domenica, le dimostrazioni si ripeterono; il lunedì 3, davanti alla fabbrica McCormick in sciopero, la polizia uccise alcuni scioperanti; il martedì 4, durante un comizio di protesta per i morti operai, fu lanciata una bomba tra i ranghi dei poliziotti che stavano caricando i presenti, facendo morti e feriti.

4 RCome responsabili del lancio della bomba furono arrestati 8 esponenti anarchici e nel paese iniziò una vera e propria caccia all’anarchico. L’11 novembre 1887 George Engel, Adolph Fischer, Albert Parsons e August Spies furono impiccati; Louis Lingg si uccise (o fu ucciso) prima dell’esecuzione; Samuel Fielden, Oscar Neebe e Michael Schwab furono risparmiati grazie alla commutazione della condanna in lunghi anni di prigionia. Sei anni dopo, nel 1893, il governatore dell’Illinois John P. Altgeld riconobbe l’ingiustizia del processo e l’innocenza dei condannati, liberando Neebe, Fielden e Schwab. Il giorno prima, nel cimitero di Waldheim, era stato inaugurato il monumento a quelli che erano già diventati in tutto il mondo i Martiri di Chicago. Il 20 luglio 1889 il congresso costitutivo della Seconda Internazionale, riunito a Parigi, decise che “una grande manifestazione sarebbe stata organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente i tutti i paesi e in tutte le città, i lavoratori avrebbero chiesto alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore”. La scelta cadde sul primo Maggio dell’anno successivo, proprio per il valore simbolico che quella giornata aveva assunto. Nell’agosto del 1891 il II congresso dell’Internazionale, riunito a Bruxelles, assunse la decisione di rendere permanente la ricorrenza. D’ora in avanti il 1 Maggio sarebbe stato la “Festa dei lavoratori di tutti i paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà”.