Alluvione Balcani: almeno 20 morti tra Bosnia e Serbia, ma si teme siano molti di più [FOTO]

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alluvioneAlmeno 20 persone sono morte per gli allagamenti di questa settimana in Bosnia e Serbia. Lo fanno sapere le autorità dei due Paesi, anche se altre fonti parlano di un numero decisamente superiore di decessi che non viene precisato per non creare panico nella popolazione. A Bijeljina, in Bosnia, circa 10mila persone sono state evacuate dopo che il fiume Sava è esondato a causa delle forti piogge. A Obrenovac, vicino a Belgrado, i soccorritori e i soldati hanno utilizzato barche ed elicotteri per portare in salvo migliaia di persone che erano rimaste intrappolate. L’acqua sta minacciando il principale impianto energetico del Paese. Secondo i metereologi si tratta dei peggiori allagamenti da quando si tiene traccia di simili eventi. I soccorritori si aspettano che il bilancio delle vittime salirà, quando l’acqua inizierà a ritirarsi.

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Fino a stamane nella sola Serbia erano state evacuate circa 15.500 persone da decine di centri e localita’ sommerse dall’acqua. Le situazioni piu’ critiche restano quelle di Sabac e Obrenovac, poche decine di km a sudovest di Belgrado sul fiume Sava, dove secondo le autorita’ e’ indispensabile mettere in salvo buona parte degli abitanti rimasti isolate nelle case o rifugiatisi sui tetti.

A preoccupare sono le piene dei fiumi Sava, Kolubara, Drina, Danubio, il cui picco e’ atteso nelle prossime ore. Ai soccorsi, insieme alle Forze armate appoggiate da mezzi pesanti ed elicotteri, partecipano oltre 10 mila volontari che hanno risposto agli accorati appelli del premier Aleksandar Vucic. Gli sfollati vengono sistemati in alberghi, centri sportivi, negli spazi della Fiera di Belgrado. Si moltiplicano gli appelli agli aiuti, e quello di cui c’e’ piu’ bisogno sono cibo, vestiti per bambini, articoli di igiene personale, materassi, coperte. Centri di raccolta sono stati organizzati a Belgrado e in altre citta’ del Paese. Anche la Notte dei Musei di oggi, notevolmente ridimensionata per l’emergenza alluvioni, verra’ utilizzata per raccogliere aiuti e fondi. Aiuti sono giunti dall’estero, in particolare dalla Russia, che ha inviato finora tre aerei con squadre di soccorritori e generi alimentari e medicinali. Numerosi altri Paesi hanno risposto finora agli appelli del governo di Belgrado, tra gli altri Croazia, Macedonia, Slovenia, Montenegro, Israele. Anche la commissione Ue a Bruxelles si e’ mobilitata per inviare aiuti. L’emergenza inondazione resta anche nella vicina Bosnia-Erzegovina, dove si registrano finora quattro vittime, e nell’est della Croazia. Oggi le piogge sono calate di intensita’, e un miglioramento e’ atteso dalla prossima settimana.

Le vittime in Bosnia sono 12, ma altri cadaveri potrebbero essere trovati in seguito perché decine di città sono state allagate negli scorsi tre giorni. In alcune località, per salvare le persone in pericolo è stato necessario l’intervento di elicotteri. Molti abitanti hanno perso le case che avevano ricostruito dopo la guerra, in cui erano morte centomila persone. In Serbia, dove i morti sono stati otto, oggi pomeriggio le autorità hanno ordinato agli abitanti di Baric, vicino a Obrenovac, di andarsene immediatamente dalla zona. Secondo gli ufficiali, gli evacuati nel Paese sono più di 15mila, molti ospitati in scuole e palestre. Il premier Aleksandar Vucic, in conferenza stampa, ha annunciato che la piena del fiume Sava colpirà domani pomeriggio. “La nostra prima preoccupazione è proteggere la centrale elettrica Nikola Tesla”, sul fiume Sava, la più grande della Serbia. “Stiamo facendo tutto il possibile”, ha aggiunto. Intanto, migliaia di persone hanno risposto all’appello del governo per la costruzione di barriere dagli allagamenti lungo il letto del fiume. I volontari hanno lavorato senza interruzione, alzando barricate di sabbia con l’aiuto di soldati e protezione civile. La preoccupazione principale è per la città di Sremska Mitrovica.