Alluvione Sarno, i parenti delle vittime: “ormai la nostra è una tragedia dimenticata”

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Sarno02Le 137 vittime della frana, che il 5 maggio del 1998 cambio’ la storia e le vite di Sarno (Salerno), saranno ricordate anche quest’anno con una messa solenne e una cerimonia civile. Domani mattina il vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, celebrera’ una messa solenne nella chiesa madre di Episcopio, la frazione piu’ colpita dalla colata di fango caduta dal Monte Salto. In serata ci sara’ la consueta fiaccolata che dopo aver percorso le strade, teatro della tragedia, raggiungera’ l’ex ospedale Villa Malta dove morirono medici e degenti, tra cui alcuni bambini. “Purtroppo la tragedia la ricorda solo chi l’ha vissuta – dice Simone Caiazza, che quella sera del 5 maggio vide spazzare via dalla furia del fango l’intera famiglia – qui chi non ha sofferto e pianto i propri cari ha cercato di dimenticare in fretta”.

Sarno03Simone Caiazza quella maledetta sera perse la moglie e le due figlie e poi anche altri otto parenti, tra cui la nonna, il cognato assieme alla moglie ed ai figli. Abitava in una palazzina di viale Margherita, invasa dal fiume di lava (come chiamano a Sarno il fango che scende giu’ dalla montagna), che venne letteralmente spazzata via dalla furia assassina. Affetti, ricordi in un attimo completamente cancellati. Oggi, dove sorgeva quella palazzina, e’ stato eretto un monumento per ricordare le 137 vittime dell’alluvione. ”Decidemmo – dice Caiazza – di regalare il suolo per dare un segno di ricordo ma anche di speranza”. A sedici anni dalla tragedia il ricordo comunque e’ ancora vivo anche se quello che resta e’ solo amarezza. “Si, solo amarezza – dice Simone – perche’ si sarebbe potuto fare di piu'”. C’e’ chi lamenta la scarsa manutenzione dei canali di scorrimento, costruiti proprio dopo quel 5 maggio. “C’e’ bisogno di manutenzione – dice Caiazza – ma non si capisce chi debba farla. Sta di fatto che quando piove in modo incessante alla mente tornano quei giorni drammatici che hanno segnato la mia esistenza e quella di tante altre famiglie di questo paese”.