Antartide: il “dito della morte” che uccide tutte le forme di vita dei fondali

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BRINICLE 2La natura non smette di sorprenderci con i suoi incredibili fenomeni e il “brinicle” (contrazione per “brin-icicle”, ghiacciolo di acqua salmastra), ripreso per la prima volta durante la sua formazione da due documentaristi della Bbc, Hug Miller e Doug Anderson, durante le riprese per il programma “Frozen Planet”, nei pressi della piccola isola di Razorback, vicino all’arcipelago di Ross, in Antartide, sembra frutto di un film horror… “peccato” che sia realtà e non finzione!

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl brinicle, ribattezzato “ghiacciolo killer” o “dito della morte” è un fenomeno davvero terrificante, che riserva ancora moltissimi misteri alla scienza moderna, immortalato dagli operatori solo nel 2011 … un flusso che, avanzando, uccide qualsiasi forma di vita si trovi nei paraggi; un raggio mortale ghiacciato formato da una massa di acqua salata molto fredda che, entrando in contatto con l’acqua più calda sotto la superficie dei ghiacci e scendendo verso il fondo, abbassa drammaticamente e improvvisamente la temperatura dell’acqua, senza lasciare scampo alle piccole e lente colonie di stelle e ricci marini e a alle altre malcapitate forme di vita. Il fenomeno è dovuto alla profonda differenza della composizione e dello stato del ghiaccio marino rispetto a quello che si forma nel nostro freezer.

BRINICLE 1Il ghiaccio di acqua salata, infatti, non è una massa solida e densa, ma è simile piuttosto ad una spugna imbevuta e formata da una fitta rete di sottilissimi canali. Durante l’inverno, la temperatura in Antartide, è intorno ai -20 C, mentre quella marina è di circa -1,9 C. Il calore sale dal mare verso l’aria esterna freddissima, formando il ghiaccio, che però ha un’elevatissima densità di sale ed è quindi più denso dell’acqua sottostante. Questa massa, simile a una salamoia, affonda nell’acqua di mare e la raffredda, provocando proprio la formazione di un fragile tubo di ghiaccio, il brinicle. Una stalattite di ghiaccio,quindi, un flusso gelido che arriva fino al fondale muovendosi, a detta degli operatori, come se fosse dotato di vita propria, assomigliando al tentacolo ghiacciato di qualche enorme animale subacqueo. Le stalattiti di ghiaccio marino, in realtà, sono state descritte dettagliatamente, per la prima volta, nel 1971, dagli oceanografi americani Paul Dayton e Seelye Martin.

BRINICLESecondo Martin, che ha riprodotto il fenomeno in laboratorio, si formano naturalmente negli inverni polari, quando la temperatura dell’aria scende sotto i -18 °C mentre l’acqua rimane a -2. Ed è questa differenza la chiave del fenomeno. Martin racconta che negli anni 70’, la Marina chiese se il brinicle rappresentasse un pericolo per i sottomarini e lui, divertito, rispose di no dato che il fenomeno è talmente fragile che le foche possono spezzarlo. Quando ciò avviene o quando la brina smette di scorrere, il briniche muore. Anderson, invece, ha visto pesci opolare frammenti di stalattiti, simili a splendidi candelabri, ricoperti da placche di ghiaccio.