Astronomia: il moto delle stelle nello spazio

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Panoramica-del-campo-della-stella-madre-del-famoso-esopianeta-Tau-Boötis-bLe stelle si muovono nello spazio, sebbene, a causa dell’enorme distanza, il loro movimento sia impercettibile all’occhio umano anche nell’arco di secoli o millenni. Relativamente alla Terra, la loro velocità è costituita da due elementi: il moto proprio lungo la visuale e il moto radiale, diretto verso il sistema solare o in allontanamento da esso. Il moto proprio è definito dagli astronomi come l’angolo che la stella percorre in un anno nel suo moto attraverso il cielo (sottratti gli effetti di parallasse). L’angolo è sempre minimo. La stella di Barnard, lontana sei anni luce dalla Terra, ha il più ampio moto proprio conosciuto (10,31 arcsec per anno) e percorre un angolo uguale al diametro apparente della Luna in 180 anni. Il moto proprio della maggior parte delle stelle è di gran lunga inferiore a questo. Gli astronomi, conoscendo la distanza di una stella, sono in grado di tradurre il moto proprio in velocità lungo il raggio visivo (velocità trasversale). Nel caso della stella di Barnard essa è di 88 chilometri al secondo.  L’effetto Doppler rende possibile misurar la velocità radiale di una stella. Se una sorgente di luce è in allontanamento rispetto all’osservatore, le ond luminose vengono allungate e la frequenza che giunge all’osservatore è più bassa di quella emessa dalla sorgente. Per converso, se una fonte è in avvicinamento, le onde sono compresse e l’osservatore percepisce una frequenza maggiore. La velocità radiale della stella di Barnard è pari a -108 Km/s, il che implica che essa s stia avvicinando al sistema solare a tale velocità. Combinando la velocità radiale e trasversale, si dimostra che la stella si muove, relativamente al Sole, alla velocità di 140 Km/s e ragiungerà il punto di massimo avvicinamento alla distanza di 3,85anni luce in meno di 10.000 anni.