“Discarica dei veleni” di Bussi, il TAR: “Chi inquina paga. Ha inquinato Montedison”

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bussi_2Il disastro va risanato, da chi l’ha causato. “Inammissibile e comunque infondato“: è questa la motivazione con cui è stato respinto il ricorso (Mont)Edison contro il provvedimento del ministero dell’Ambiente del 13 settembre scorso riguardante le mega discariche di Bussi sul Tirino (Pe). Il provvedimento ordinava a Edison la rimozione di rifiuti tossici seppelliti a Bussi, dove è situato lo stabilimento industriale di proprietà della società stessa. Oltre alla rimozione delle scorie nocive, si chiedeva anche il ripristino dello stato dei luoghi e la eventuale bonifica della zona. Tutta la vicenda delle discariche di veleni, che avrebbero inquinato le falde acquifere della Val Pescara per decenni, vede in corso un processo con 19 imputati Montedison in Corte d’Assise a Chieti. Si apre, dunque, un altro fronte dagli sviluppi imprevedibili. Al netto degli ulteriori ricorsi che verranno presentati nei gradi successivi, la sentenza del Tar di Pescara stabilisce che la Montedison è ancora di fatto la proprietaria dei rifiuti chimici nonostante la cessione alla Solvay dell’impianto produttivo successivamente alla realizzazione delle discariche. bussi_sequestroNei siti in esame sono state rinvenute sostanze altamente inquinanti e che esse costituiscono scarti e prodotti industriali tipici dell’attività ivi esercitata da Edison spa”, si legge nella sentenza dei giudici di Pescara depositata il 30 aprile, e ancora: ‘‘i responsabili di detto inquinamento non possono che essere individuati in coloro che hanno gestito tali impianti nel periodo antecedente a quello in cui gli inquinamenti hanno iniziato ad essere rilevati. Considerate inoltre l’estensione e la profondità di tale inquinamento, nonché i suoi notevoli effetti già causati sull’ambiente (dati compiutamente analizzati ed esposti nella relazione Ispra), appare evidente come si verta su un’attività di inquinamento protratta e risalente nel tempo”. Secondo alcune stime fatte a margine del processo di Chieti, per la totale bonifica delle discariche di Bussi potrebbero servire dai 600 agli 800 milioni di euro. ”Si tratta di una sentenza importante soprattutto per le motivazioni – afferma Augusto De Sanctis, del Forum dell’Acqua in Abruzzo – perché conferma il legame tra produzione e discarica. E’ un primo passo verso la bonifica e ristabilisce il principio che chi inquina, paga. bussi_piantaLa bonifica sarà lunga e complessa, ma almeno porterà lavoro”. “La decisione del Tar Abruzzo riconosce la piena legittimità del provvedimento ingiuntivo con cui il ministero dell’Ambiente ha chiesto il ripristino dello stato dei luoghi e la rimozione dei rifiuti tossici nelle discariche del comune di Bussi“, evidenzia il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che aggiunge: “Si tratta di un passo importante verso il completo disinquinamento dell’intera area, presupposto imprescindibile per il suo rilancio produttivo“.  Dice Ermete Realacci, presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera: “Il principio del chi inquina paga è sacro e serve sia per quanto accaduto in passato, sia per il futuro per responsabilizzare istituzioni, imprese e cittadini per quanto riguarda i danni alla salute e all’ambiente“.