E’ sempre piu’ techno la cura del diabete, che potrebbe portare alla realizzazione di un pancreas artificiale in un futuro non troppo lontano. Al convegno della Societa’ italiana di diabetologia, che si inaugura questo pomeriggio a Bologna, sara’ presentato quello che messo a punto a Padova, composto da un microinfusore, un sensore e un cellulare, privato delle funzioni di telefono ma contenente l’algoritmo matematico (frutto del lavoro di bioingegneri di Padova e Pavia) e connesso, senza fili, agli altri strumenti. Nello specifico- spiega Daniela Bruttomesso, coordinatrice del gruppo di studio Sid-Amd-Siedp “tecnologia e diabete” -la misura della glicemia fatta dal sensore viene trasmessa all’algoritmo di controllo contenuto nel ‘cellulare’ che elabora i dati e, sulla base di questi, ordina al microinfusore quanta insulina infondere per mantenere la glicemia in un intervallo prossimo alla normalita'”. “Il sistema funziona un po’ come un giocatore di scacchi che ha una strategia iniziale che pero’ adatta in base alle mosse dell’avversario decidendo se proseguirla, modificarla o cambiarla” aggiunge Bruttomesso, specificando che “fino ad oggi l’impiego del pancreas artificiale non ha superato 1-2 giorni,ma all’inizio di quest’anno e’ stato completato uno studio in persone con diabete tipo 1 che utilizzavano per 5 giorni microinfusore e sensore, ma di notte ricorrevano al pancreas artificiale. “Si e’ visto che il pancreas artificiale riduceva le ipoglicemie notturne e migliorava la glicemia media grazie a una migliore ripartizione delladose di insulina- conclude l’esperta- sulla scorta di questi dati incoragianti, con i primi di giugno verra’ avviato uno studio che coinvolgera’ i gruppi di Padova, Amsterdam e Montpellier, nel quale alcuni pazienti utilizzeranno il pancreas artificiale a casa di notte per due mesi”.
Diabete: sempre più vicini al pancreas artificiale


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