Il 20 di maggio, a scoprire la grande farfalla appoggiata sul muro della stazione di servizio SMP di via Montegotto – Torreglia (PD), sono state le due simpatiche e vivaci benzinaie conosciute come “Le perle dei Colli Euganei”.
Appena avvistata, hanno chiamato il sindaco di Montegrotto Terme, Massimo Bordin, pensando che la grande farfalla provenisse dalla Casa delle Farfalle. Così il Sindaco ci ha prontamente contattato. In un primo momento avevamo pensato all’ennesimo avvistamento della Saturnia del Pero, la più grande falena europea, una specie relativamente comune che schiude in questo periodo e che ogni volta che viene avvistata dalle persone suscita meraviglia e stupore. Di fatto, fortunatamente questa specie è ancora comune anche se gran parte delle persone, malgrado le sue dimensioni, non la conoscono. Meno ancora sono conosciuti i bruchi, tanto grandi che chi li trova spesso pensa ad una invasione di specie aliene.
Dopo il nostro sopralluogo abbiamo visto che non si trattava della Saturnia del pero, ma di una specie affine che non vedevamo da tempo nei Colli Euganei, il bombice dell’Ailanto.
Si tratta di una falena di origine orientale della famiglia dei Saturnidae, la stessa famiglia della Saturnia del pero. Il suo bruco si nutre di ailanto o albero del paradiso. Si sviluppa da giugno ad agosto e poi tesse un bozzolo affusolato parzialmente avvolto in una foglia della pianta ospite. Per impedire che durante l’inverno la foglia cada a terra col bozzolo, il bruco rinforza l’attacco del picciolo sul ramo con uno strato di seta.
La specie però non è nostrana, ma è originaria dell’oriente ed è arriva in Europa verso la meta’ dell’800 come possibile alternativa al baco da seta. L’ailanto era arrivato come pianta ornamentale. La specie è oggi acclimatata in Europa come anche in Nord America.
E’ una specie ancora presente, ma che ha subito una grande diminuzione in coincidenza dell’impiego massiccio di un insetticida che all’epoca fu indicato come la causa della moria dei bachi da seta in allevamento anche se lontanissimi dai luoghi trattati. Seppur non autoctona, questa bellissima falena, ha ormai un posto nei nostri ambienti e vederla ritornare significa molto e fa ben sperare su un miglioramento della qualità dell’ambiente, non difficile da constatare, visto che oggi il parco dei Colli Euganei ospita una natura sempre più apprezzabile e preziosa.
La comparsa di questa specie in questi giorni è anche un segnale di una stagione un po’ in anticipo o dell’arrivo del caldo.
Abbiamo lasciato la farfalla alla stazione di servizio, custodita dalle belle benzinaie, all’anagrafe Laura Peraro e Ilenia Pengo, che però prima si sono fatte fotografare insieme alla farfalla.






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