Salute: nuovo studio anti-diabete protegge le cellule del pancreas

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TUMORE PANCREASUn nuovo farmaco promette, per la prima volta, di normalizzare il metabolismo dei pazienti con diabete di tipo 1 e di preservarne le beta-cellule funzionanti, ovvero le cellule del pancreas responsabili della produzione d’insulina. In base ai riscontri sperimentali, il farmaco riesce non solo ad ottimizzare il controllo metabolico del diabete, riducendo le crisi ipoglicemie e migliorando i livelli di emoglobina glicata, ma anche a ridurre la reazione auto-immunitaria che distrugge normalmente le beta-cellule rimanenti, preservandone in questo caso la funzionalita’. Sviluppato nei laboratori dell’azienda israeliana Andromeda Biotech, DIAPEP277 – questo il nome del principio attivo prodotto con un peptide che deriva dal sequenziamento della proteina umana HSP-60 – ha appena superato la fase III di una sperimentazione internazionale durata due anni e coordinata per l’Italia dall’Unita’ operativa di Endocrinologia e malattie metaboliche dell’Universita’ Campus Bio-Medico di Roma. Il farmaco e’ stato somministrato entro i primi tre mesi dalla diagnosi a 467 pazienti dai 16 anni in su. I risultati dello studio sono stati pubblicati in due articoli scientifici su ‘Diabetes Care’, rivista ufficiale dell’American Diabetes Association. “Altri studi gia’ condotti negli Stati Uniti – spiega Paolo Pozzilli, direttore dell’Unita’ operativa di Endocrinologia e malattie metaboliche del Campus Bio-Medico e tra i principali autori dei due articoli – hanno dimostrato che pazienti che conservano una residua funzione delle beta-cellule non vanno incontro, anche dopo vent’anni dalla diagnosi della malattia, a complicanze come retinopatia, neuropatia o nefropatia diabetica. Questo principio attivo, favorendo proprio la conservazione delle betacellule, promette quindi di risparmiare al paziente diabetico le complicanze citate”. In termini di qualita’ di vita, proseguono i ricercatori, va sottolineato che l’assunzione del principio attivo avvenga una sola volta al mese, sottocute, e possa essere effettuata dal paziente stesso, senza necessita’ di personale e strutture sanitarie. Secondo i dati Istat 2012, elaborati dal Centro studi dell’Associazione medici diabetologi, quasi una su tre delle oltre 250 mila persone che nel nostro Paese soffrono di diabete di tipo 1 ha meno di 35 anni. Ogni anno nel nostro Paese si registrano 5 mila nuovi casi: un dato in crescita dal 1993, cosi’ come l’incidenza della malattia, ovvero il rischio di sviluppare questa forma di diabete. I meccanismi che causano il tipo 1, la forma piu’ grave di diabete, pur non essendo ancora del tutto chiari, sono con tutta probabilita’ legati appunto alla presenza di anticorpi diretti contro le beta-cellule del pancreas. Il processo si attiva in seguito a un’infezione virale nei soggetti geneticamente predisposti e si manifesta spesso nell’infanzia o nell’adolescenza, quando l’organismo non e’ piu’ in grado di produrre da solo l’insulina.