In futuro, l’uso di laser combinati consentira’ di avere acceleratori di particelle di dimensioni ridotte, che passeranno da chilometri a metri. E’ la promessa degli acceleratori al laser-plasma, che usano laser invece di onde a radiofrequenza di alta potenza per dare energia agli elettroni e riescono a farlo su distanze molto piccole. Gli scienziati si sono cimentati con la costruzione di questi dispositivi per due decenni, e ora arriva un nuovo studio teorico che prevede che la realizzazione di queste strutture potrebbe essere piu’ facile di quanto si pensasse finora. La ricerca e’ stata condotta da alcuni scienziati del Lawrence Berkeley National Laboratory’s Berkeley Lab Laser Accelerator (BELLA) Center e pubblicata sulla rivista Physics of Plasmas. Se i modelli formulati saranno confermati corretti, potrebbero aiutare ad abbassare i costi della ricerca della fisica delle alte energie di tanto, e di riflesso diventeranno piu’ economiche anche le applicazioni mediche e industriali degli acceleratori. Gli acceleratori al plasma funzionano tramite un potente raggio laser che viene diretto verso una nube di elettroni e ioni in movimento. Se l’acceleratore di Stanford, ad esempio, impiega oltre due chilometri per conferire a un elettrone un’energia di 50 GeV, l’acceleratore sperimentale al laser-plasma presentato dal gruppo di studiosi sarebbe in grado di imprimere un’energia di oltre 1 GeV a un elettrone in meno di un pollice di spazio.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?