Il frutto della passione, dall’indescrivibile fascino esotico, è il frutto di una pianta erbacea rampicante che raggiunge persino i 10 metri d’altezza (Passiflora edulis), appartenente alla famiglia delle Passifloracee, coltivata anche a scopo ornamentale. La parte commestibile del frutto è composta da una serie di semi tenuti insieme da una gelatina succosa dall’inconfondibile profumo, mentre il gusto è dolce con una nota acidula.
Il nome gli fu dato dai missionari spagnoli nell’America del Sud che, vedendo per la prima volta i grandi e splendidi fiori, dal centro rosa o viola, riconobbero nella loro forma i simboli della passione di Cristo: nei tre steli videro i chiodi della Crocifissione, mentre gli stami rappresenterebbero le piaghe di Gesu’, circondati dalla corona di spine; il ricettacolo sarebbe il calice ed i petali le vesti del Signore. Contrariamente a quanto si crede, quindi, il nome non ha nulla a che vedere con le presunte proprietà afrodisiache del frutto stesso; di cui esistono due varietà: la granadilla, dalla buccia color giallo-arancio brillante, e la maracuja, dalla buccia color rosso-violetto.
Il frutto della passione è composto per la maggior parte da acqua, oltre a contenere grassi, proteine, ceneri, zuccheri, carboidrati, fibre alimentari, minerali (selenio, zinco, calcio ferro, magnesio, sodio, fosforo e soprattutto potassio (un solo frutto contiene in media quello di 2-3 banane), vitamina A, utile per la vista, vitamine appartenenti al gruppo B (B2 e B3), vitamina C, vitamina K, quella J, il betacarotene e la colina. Il frutto contiene molta fibra, che facilita il transito intestinale, offrendo una sensazione di sazietà; grazie alla presenza di bioflavonoidi e betacarotene ha proprietà antiossidanti e antinfiammatorie; migliora gli inestetismi cutanei, primo fra tutti la cellulite, in quanto contrasta efficacemente la ritenzione idrica; protegge il cuore, mantenendo pulite le arterie; previene l’esaurimento nervoso, le malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumori; grazie alle mucillagini, è consigliato nei problemi legati a colite e gastrite.
La sua assunzione, inoltre, protegge la pelle dagli agenti atmosferici, la idrata e combatte i radicali liberi. Le tribu’ indigene del Rio delle Amazzoni lo usano come sedativo ed antidolorifico. Oltre alle proprietà nutritive del frutto della passione, i fiori di questa pianta e gli infusi ottenuti con le foglie della stessa hanno un effetto rilassante che può essere utilizzato per calmare i dolori muscolari e il mal di testa. Inoltre, grazie all’alto contenuto di alcaloidi, una tazza al giorno di quest’ infuso, può aiutarci a conciliare il sonno. Da studi condotti dall’Università dell’Arizona, il frutto sarebbe un rimedio eccellente nel combattere l’asma, essendo un ottimo broncodilatatore. I semi contengono circa il 3% di olio rosso-bruno, fortemente aromatico, utilizzato nel campo dell’alta cosmesi per l’altissimo contenuto di omega 6, acidi grassi essenziali che ripristinano la funzione barriera della pelle. L’olio è ricco di vitamina C, bioflavonoidi e betacarotene, potenti antiossidanti che proteggono la pelle dal danno dei radicali liberi.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?