Sono saliti oltre i limiti ammessi i livelli di radioattività di acqua nel sottosuolo dell’impianto nucleare Daiichi a Fukushima, teatro del grave incidente del marzo 2011. Per questo motivo sono state interrotte le operazioni di pompaggio dell’acqua in mare. Nell’acqua di uno dei 12 pozzi della centrale sono stati registrati 1700 bequerel di trizio al litro, al di sopra della soglia massima fissata a 1500 bequerel, ha riferito la società Tokyo Electric power (Tepco) che gestisce l’impianto. Il dato, rilevato ieri sera, è stato il primo sopra i livelli consentiti da quando è iniziata la settimana scorsa l’operazione di pompaggio di acqua nell’oceano Pacifico.
In questo periodo sono state riversate nell’oceano 560 tonnellate d’acqua. Le infiltrazioni di acqua nel sottosuolo della centrale sono iniziate dopo il terremoto e lo tsunami che hanno innescato l’incidente nucleare. La Tepco continua ad iniettare acqua nei reattori per mantenere il raffreddamento dei tre reattori coinvolti nell’incidente. L’acqua contaminatta viene poi stoccata in depositi nel sito. Secondo le linee guida del Who, l’Organizzazione mondiale per la salute, il limite massimo per la presenza di trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno diffuso in natura, nell’acqua potabile è di 10mila bequerel.


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