Grande successo per il libro “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”

Grande interesse e curiosità  sta suscitando in questi giorni l’uscita  del libro “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo – Biodiversità, una ragione per vivere”. In particolare molti tra tecnici, amministratori locali e naturalisti stanno acquistando  il libro che rappresenta uno strumento utile all’avanguardia per interventi mirati e finalizzati alla salvaguardia dei territori a rischio idrogeologico, antropico ed ambientale.

Non a caso, gli stessi autori, già nel 2013 con il primo libro dal titolo “Un triennio di alluvioni in Italia: 2009-2011” avevano suscitato tantissimo interesse ed erano stati invitati per la presentazione e dopo premiati alla Biennale di Venezia per gli studi  trattati e soprattutto per i contenuti innovativi degli argomenti oggetto di studio propedeutico alla mitigazione dei rischi antropici ed ambientali.

Interpellato da MeteoWeb, il coordinatore tecnico scientifico Arch. Giuseppe Aveni  ci ha così sintetizzato il contenuto del libro:

L’idea della stesura di questo altro libro su quelli che sono i fenomeni estremi che hanno interessato ed interessano i nostri territori italiani al centro del mediterraneo vuole essere senza alcuna pretesa testimonianza di interesse che gli autori  hanno voluto dare per rappresentare una presa di coscienza reale finalizzata alla prevenzione di nuove catastrofi e mitigare rischi con relative perdite di vite umane,  in quelle che tutti quanti definiscono disgrazie annunciate.

Il titolo del libro racchiude in se tutte quelle che sono le tematiche e problematiche connessi agli studi   effettuati dagli esperti di ciascun settore per cercare di prevenire se non tutti rischi ma almeno in parte evitando la perdita di quelle vite umane che negli ultimi tempi hanno riempito la cronaca quotidiana.

Partendo dai monitoraggi territoriali eseguiti, prima e dopo, ed in considerazioni di quelli che sono stati gli eventi metereologici estremi, si è sempre cercato di intuirne le cause e concause che hanno innescato i fenomeni e nell’ambito dell’ampio dibattito scientifico, vedere ove possibile tutte le soluzioni  per diminuirne almeno in parte i rischi.

Non è facile dopo la devastazioni di parte di territori saccheggiati porre rimedio o tamponare con opere tampone il danno ambientale prodotto, ma certamente una presa di coscienza da parte di amministratori locali servirà a non incappare ancora nei tanti sbagli che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini onesti a cui non sfugge più nulla“.