Una nuova ‘pandemia’ di hiv e’ possibile nei prossimi 20 anni, per lo sviluppo di ceppi del virus resistenti ai farmaci, annullando i progressi compiuti dagli anni ’80 contro la malattia. L’avvertimento arriva, come riporta il quotidiano inglese The Independent, da uno dei massimi esperti di malattie infettive, Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, una delle principali fondazioni di ricerca al mondo. ”Una nuova pandemia con lo spettro dell’hiv resistente ai farmaci e’ una possibilita’ reale – spiega – e puo’ avere un enorme impatto nei prossimi 20 anni, se i farmaci, che finora hanno consentito notevoli miglioramenti nell’aspettativa di vita dei pazienti, diventeranno meno efficaci. E’ inevitabile che la resistenza all’hiv aumenti, perche’ si tratta di un virus che puo’ mutare facilmente”. La resistenza al primo, al secondo e anche al terzo farmaco cui si fa ricorso si e’ infatti gia’ verificata, avverte Farrar, ”e le opzioni terapeutiche per il virus non sono infinite. Non e’ quindi irragionevole pensare che una pandemia di hiv possa ritornare. E’ una possibilita’ abbastanza reale”. Per proteggersi, ”e’ essenziale – continua – usare i farmaci esistenti in modo efficiente ed efficace, per evitare lo sviluppo di ulteriori resistenze. Bisogna anche continuare a sviluppare nuovi composti, e non accontentarsi solo di quelli esistenti”. Farrar, insieme a Mark Woolhouse, infettivologo dell’universita’ di Edimburgo, ha pubblicato un articolo sulla rivista Nature in cui si invita la classe dirigente ”a creare una potente organizzazione globale”, simile all’Ipcc per il cambiamento climatico, per coordinare a livello mondiale la risposta alla minaccia di batteri super-resistenti agli antibiotici e infezioni virali, come hiv e malaria, che iniziano a mostrare segni di resistenza. In Europa si stima che siano 25mila i morti ogni anno per infezioni resistenti ai farmaci.
HIV, l’esperto: possibile una nuova pandemia nei prossimi 20 anni


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