Il maltempo estremo spazza il sud-est degli USA: violente piogge torrenziali inondano l’Alabama e la Florida occidentale, Pensacola finisce sott’acqua

La fascia di precipitazioni torrenziali che ha investito ieri la città di Pensacola, nella Florida occidentale
La fascia di precipitazioni torrenziali che ha investito ieri la città di Pensacola, nella Florida occidentale

Dopo il passaggio dei devastanti “tornadoes” che fra domenica 27 e lunedì 28 Aprile 2014 hanno creato ingenti danni e una lunga scia di morti, fra Oklahoma, Arkansas e Iowa, il maltempo ha picchiato molto duro nel sud-est degli Stati Uniti, dove si sono verificate precipitazioni di carattere alluvionale che hanno martellato la fascia costiera dell’Alabama e la Florida occidentale, con accumuli che hanno superato persino i 200 mm in meno di 24 ore. La violenta fase di maltempo che ha travolto gli States è stata prodotta in seguito al passaggio di una profonda depressione extratropicale, che dallo Iowa si sta spostando verso l’Illinois e lo stato dell’Indiana, presentando un minimo barico profondo, sui 995 hpa. Questo profondo vortice depressionario, ben supportato lungo il suo bordo più occidentale dalla discesa del ramo principale del “getto polare”, il quale presentando dei massimi di velocità in quota (250 hpa) imprimeva una notevole avvezione di vorticità positiva alla struttura depressionaria, presentava nei bassi strati un esteso sistema frontale, che dalla regione dei Grandi Laghi si estendeva fino alle coste che si affacciano al Golfo del Messico. Nel settore caldo pre-frontale di questo esteso sistema frontale, nell’area ad est del fronte freddo avanzante da ovest, si è presentata un’area di fortissima instabilità atmosferica (piena di turbolenze), a seguito del richiamo, forzato, di un flusso di aria calda e molto umida, di matrice sub-tropicale marittima, che dal Golfo del Messico si è diretta fino agli stati del Middle East e lungo la East Coast, con una ventilazione, a tratti molto sostenuta, dai quadranti meridionali.

Il vasto fronte che ha attraversato gli USA sud-orientali
Il vasto fronte che ha attraversato gli USA sud-orientali

A seguito dello spostamento della profonda depressione extratropicale verso est-nord/est e del contemporaneo avanzamento del fronte freddo verso gli stati centro-orientali e la costa orientale, l’aria fredda e secca che faceva seguito al fronte freddo, con una sostenuta, a tratti forte, ventilazione da O-NO e NO, si è insinuata al di sotto delle masse d’aria calde e molto umide sub-tropicale, spinte verso il Middle East dal richiamo pre-frontale, nel lato orientale della depressione extratropicale.L’aria fredda e secca, essendo molto più pesante, si è incuneata sotto l’aria calda e umida che risaliva dal Golfo del Messico, facendola scalzare, in modo rapido e turbolento, verso l’alto. Queste turbolenze, rese ancora più intense dai forti contrasti termici fra le differenti masse d’aria, hanno acceso forti moti convettivi (forti moti ascensionali in seno alla massa d’aria) che hanno agevolato la costruzione di imponenti annuvolamenti cumuliformi, con sommità di oltre i 12-13 km di altezza, che hanno alimentato lo sviluppo di varie Cellule temporalesche e formazioni “multicellulari” che si sono generate lungo la linea del fronte freddo. Il passaggio in quota, nell’alta troposfera, del ramo principale del “getto polare” in alta quota ha contribuito ad accrescere ulteriormente l’instabilità, creando un forte “Wind Shear verticale” che ha esaltato i moti convettivi, innescando pure dei moti rotatori all’interno delle celle temporalesche che si sono formate durante il passaggio del fronte freddo.

vilonia-refLa forte “corrente a getto” (“getto polare”) che è transitato al di sopra del fronte freddo, nella cosiddetta area di massima instabilità atmosferica (li dove si concentra il “gradiente termico verticale” più forte fra l’aria fredda post-frontale che scorre sull’aria calda pre-frontale), ha interagito con i sistemi temporaleschi multicellulari che si andavano a sviluppare fra Oklahoma, Arkansas e Iowa, facendogli sviluppare uno spiccato moto rotatorio al loro interno, fenomeno tipico nelle grosse Supercelle temporalesche.Questa rotazione impressa alla nubi temporalesche, toccate dal ramo principale del “getto polare”, propagandosi alla base dei cumulonembi ha fornito le condizioni ideali per la formazione di numerosi tornado, alcuni anche di grosse dimensioni, che nelle giornate di domenica 27 e lunedì 28 Aprile 2014 hanno interessato gli stati di Oklahoma, Arkansas, Iowa e Mississippi. Nelle giornate di martedì 29 e mercoledì 30 Aprile la parte più attiva di questa ondata di maltempo si è spostata verso gli stati del sud-est che hanno dovuto fare i conti con il passaggio dell’immenso fronte temporalesco, facente capo al fronte freddo avanzante della profonda depressione extratropicale, in spostamento verso l’Illinois.

57Proprio qui i forti contrasti termici, fra l’aria calda pre-frontale e quella fredda e più secca post-frontale, hanno agevolato lo sviluppo di imponenti “sistemi temporaleschi a mesoscala” che hanno dato la stura a forti precipitazioni di stampo temporalesco, con grandinate, forti colpi di vento e occasionali fenomeni vorticosi che hanno interessato diverse aree del North Carolina, South Carolina, Alabama, Mississippi, Georgia e Florida settentrionale. L’enorme quantitativo di umidità portato dal flusso caldo pre-frontale, in risalita dal settore orientale del Golfo del Messico, venendo a contatto con le masse d’aria molto più fredde e secche che nel frattempo si erano appena depositate sopra le praterie degli USA centrali, ha scatenato autentici diluvi che hanno duramente flagellato la fascia costiera dell’Alabama e la Florida occidentale, dove in meno di 24 ore sono caduti oltre 200 mm di pioggia nell’area di Pensacola, con la formazione di improvvisi “flash floods”.

Gli effetti dei "flash floods" che hanno colpito l'Alabama e la Florida occidentale
Gli effetti dei “flash floods” che hanno colpito l’Alabama e la Florida occidentale

Queste piogge torrenziale che hanno colpito la zona di Pensacola, in Florida, e la città di Mobile, in Alabama, sono stati innescati proprio da questo flusso meridionale caldo e molto umido, pre-frontale, attivo nei medi e bassi strati della troposfera, che dal settore orientale del Golfo del Messico si è spinto fino al North Carolina e alla Virginia. Una parte di questo flusso d’aria umidissimo, durante la risalita lungo l’East Coast, all’altezza della Virginia, è stato letteralmente tagliato dall‘afflusso di aria più fredda, ma abbastanza secca, da Ovest, che oltre ad inibire i moti convettivi ha anche provocato un rapido aumento della pressione barometrica (l’aria fredda essendo più densa diventa più pesante di quella calda, provocando un aumento della pressione). Questo flusso freddo e secco, nella media troposfera, ha di fatto sbarrato la strada alla risalita del flusso caldo e umido pre-frontale, consentendo a buona parte di questa aria umida, proveniente dal Golfo del Messico, di raggiungere molto velocemente la saturazione, con lo sviluppo di imponenti annuvolamenti cumuliformi, lungo la linea di discontinuità fra l’aria calda pre-frontale e quella fredda post-frontale, capaci di dare la stura a precipitazioni anche violente, a prevalente carattere temporalesco.

L’enorme quantitativo di umidità, contenuto in seno al flusso caldo pre-frontale, raggiungendo rapidamente la saturazione, si è subito riversato nel sud-est degli States, dando luogo a queste violente piogge, caratterizzate pure da elevatissimi indici di rain/rate che in alcune zone dell’Alabama orientale e della Florida occidentale hanno raggiunto valori quasi a fondo scala. Purtroppo le precipitazioni violente hanno causato vasti allagamenti e dei “flash floods” che hanno provocato l’interruzione di molte strade, lungo il confine fra Florida e Alabama, poiché allagate e rese totalmente impraticabili dalle abbondanti precipitazioni. In totale, solo a Pensacola, nella giornata di ieri sono caduti oltre 182 mm di pioggia, mentre nell’aeroporto di Mobile, martedì 29 Aprile, l’accumulo complessivo nelle 24 ore aveva superato i 113 mm.

Le strade delle due città si sono trasformate in enormi pantani, mentre le inondazioni hanno travolto diversi quartieri, con danni e disagi per i residenti che si sono trovati i garage e gli scantinati sott’acqua. Ma lungo il confine fra la Florida e l’Alabama sono stati registrati apporti superiori ai 9-10 Inches, poco sopra i 200 mm. Parliamo di accumuli davvero significativi che mettono in evidenza la portata reale di questa ondata di maltempo, dalle caratteristiche primaverili, che ha travolto il sud-est degli USA, coinvolgendo decine di milioni di americani. Nella giornata di ieri il fronte freddo si è allontanato verso l’Atlantico, favorendo la natura spinta del campo anticiclonico, presente sugli stati centrali, verso levante, con un successivo rapido miglioramento delle condizioni meteorologiche nel sud-est degli States, indotto dall‘afflusso di aria più fredda ma abbastanza secca che servirà ad inibire i moti convettivi.