Impressionante intensificazione dell’uragano “Amanda” che diventa un mostro di 4^ categoria sul Pacifico, venti ad oltre 230 km/h e pressione centrale scesa a 932 hpa

Ha impressionato, e non poco, i meteorologi statunitensi e messicani la rapida quanto improvvisa dell’uragano “Amanda”, che nella giornata di ieri ha ufficialmente inaugurato la stagione dei cicloni tropicali sul Pacifico orientale. La tempesta, nel corso della giornata di ieri, in pochissime ore, da semplice uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che toccavano punte di oltre i 130 km/h e una pressione centrale scesa sotto i 987 hpa, si è rapidamente rafforzata, divenendo un potente uragano di 4^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con una pressione centrale scesa sotto i 932 hpa e venti davvero violenti, che hanno raggiunto una velocità media sostenuta di ben 220-230 km/h, e raffiche di gran lunga superiori nell’area attorno l’occhio centrale.

Il potentissimo “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a creare all’interno del sistema, il cui minimo barico ha toccato un picco di ben 932 hpa (valore davvero da capogiro, ma non eccezionale per un ciclone tropicale), ha attivato violenti “venti di sbarramento” che hanno raggiunto velocità ragguardevoli, fino ad oltre la soglia dei 220-230 km/h. Fortunatamente “Amanda”, come previsto, ha scatenato tutta la sua furia distruttiva in mezzo all’oceano Pacifico, nel tratto a sud-ovest delle coste messicane, dove si sono scatenate tremende tempeste di vento che hanno sollevato imponenti ondate di “mare vivo” che hanno raggiunto picchi di oltre gli 8 metri, ma con “Run-Up” anche superiori a pochi di chilometri dal passaggio dell’occhio centrale del potente ciclone tropicale.

Questo moto ondoso creato dai violenti “venti di sbarramento”, che ruotano a grandissima velocità attorno il profondissimo minimo barico centrale, è molto confuso, con la formazione di grandi onde provenienti da più direzioni che possono rappresentare una minaccia per le navi di piccola e media stazza in navigazione nel tratto di oceano prossimo all’area perturbata. Questo tipo di moto ondoso, piuttosto confuso, è tipico dentro i cicloni tropicali, dato l’andamento molto turbolento dei venti ciclonici e la considerevole forza centrifuga che caratterizza il ciclone, il quale presenta un potentissimo “gradiente barico orizzontale” molto ristretto che rende i venti ancora più furiosi.L’enorme forza centrifuga sprigionata da “Amanda” ha permesso la formazione di uno spettacolare di un occhio centrale ben definito e piuttosto vasto, completamente libero da nubi e con un ampio squarcio di cielo sereno e piuttosto limpido. Il bellissimo occhio di “Amanda” già dalle prossime ore potrebbe cominciare ad essere coperto nuovamente dalle imponenti nubi temporalesche che compongono il nucleo centrale della tempesta. Questa improvvisa intensificazione del ciclone tropicale è stata indotta dal fatto che “Amanda”, nella giornata di ieri, è transitata su un’area caratterizzata da bassi valori di “Wind Shear” in quota che non hanno intaccato il processo di “autoalimentazione”, indispensabile per la tenuta in vita della profonda circolazione ciclonica tropicale.

L’aria calda e la forte umidità, fornita dalle calde acque superficiali del Pacifico orientale, le cui temperature erano prossime ai +29°C, hanno continuato a far esplodere l’attività convettiva attorno i vari lati della tempesta, favorendo lo sviluppo di enormi nubi torreggianti a spirale che al momento stanno scaricando violente precipitazioni, con elevatissimi indici di rain/rate, nel tratto di mare antistante le coste pacifiche messicane. Ma questo status di uragano di 4^ categoria ha già le ore contate. Difatti, già a partire dalla mattinata odierna, muovendosi verso nord, verso acque superficiali sempre più fredde a largo della Baja California, il sistema, facendo i conti con un “Wind Shear” in quota sempre più intenso, comincerà gradualmente a perdere vigore, indebolendosi rapidamente, dalla 2^ categoria allo stadio di ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson. Entro martedì “Amanda” verrà declassata in una tempesta tropicale che continuando il suo movimento in direzione nord, si troverà di fronte un temibile nemico per tutti i cicloni tropicali; le acque fredde trasportate dalla “corrente marina di California”. “La corrente della California” è una fredda corrente marina, alimentata dai sostenuti venti occidentali presenti sul Pacifico settentrionale, che trasporta masse d’acqua piuttosto fredde che impattano sulle coste canadesi della British Columbia, per piegare verso sud e bordare tutte le coste della West Coast, dallo stato di Washington fino alla California e al Messico nord-occidentale. Proprio per la sua influenza le acque antistanti le coste occidentali degli Stati Uniti, un esempio su tutti la California (si pensi all’area di Santa Monica fino a San Diego), sono piuttosto fredde tutto l’anno, con temperature spesso inferiori ai +19° (ciò può spiegare la scarsa piovosità delle coste della California meridionale o in città come Los Angeles o San Diego).

Tale corrente marina, una volta raggiunte le coste messicane della bassa California inizia a far ruotare un proprio ramo verso sud-ovest, unendolo alla più calda “corrente nord equatoriale” che agisce sul Pacifico tropicale settentrionale, intorno i 20° di latitudine nord. La presenza della fredda “corrente marina della California” è talmente influente sulla circolazione atmosferica del Pacifico nord-orientale da riuscire a tagliare fuori la California meridionale dalla traiettoria degli insidiosi uragani, che nel periodo estivo si originano a largo delle coste messicane e dell’America centrale. In genere quei pochi uragani o tempeste tropicali che si sono avventurate nel tratto di oceano a sud-ovest delle isole Channel (arcipelago posizionato a largo dell’area costiera di Los Angeles) sono stati prontamente dissipati dalle acque fredde, che hanno ridotto questi sistemi in deboli depressioni tropicali che si sono prontamente dissolte poco a largo della costa. La stessa sorte toccherà anche a “Amanda”. L’avvicinamento della tempesta tropicale alle fredde acque della “corrente della California” accelererà il  processo di indebolimento, a causa del venir meno del calore latente (linfa vitale per l’attività convettiva e per l’approfondimento del vortice depressionario) fornito dalla superficie oceanica che a sua volta determina un riempimento di aria più fredda che inibisce sensibilmente la convenzione.