La risonanza magnetica e’ lo strumento diagnostico piu’ utile per scovare la sclerosi multipla “perche’ e’ in grado di rilevare la presenza delle lesioni a livello encefalico-midollare e anticipare nei tempi giusti l’intervento del trattamento”. A spiegarlo all’Adnkronos Salute e’ Massimo Filippi, a capo del Dipartimento di neuroimaging quantitativo dell’Istituto San Raffaele di Milano, tra i relatori dei ‘Top Seminars Sclerosi multipla’, in corso a Sorrento. L’evento ospita oltre 200 neurologi, i massimi esperti italiani e internazionali, per fare il punto sulle nuove armi che la ricerca puo’ fornire agli specialisti. “La risonanza magnetica grazie alla sua elevata risoluzione – continua l’esperto – permette di individuare la patologia al momento dell’esordio e cosi’ e’ possibile intervenire subito con la terapia piu’ adatta. Ma non serve un abuso di questa diagnostica, basta un esame per scovare le lesioni nella corteccia e non solo nella sostanza bianca del cervello. Puo’ inoltre darci le misure oggettive della quantita’ di atrofia che si e’ sviluppata e la presenza delle microlesioni. Inoltre – conclude – da tempo e’ entrata nel monitoraggio di qualunque trial clinico di nuovi farmaci sperimentali per la sclerosi multipla verificandone l’efficacia”.
Medicina: la risonanza magnetica è decisiva per scovare la sclerosi multipla


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