Medicina: studiare l’effetto degli anestetici sui pesci per migliorare l’anestesia

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anestesia_1512E’ nato all’interno della Societa’ Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) un nuovo gruppo di studio per promuovere studi clinici e ricerche scientifiche di interesse comune all’anestesia umana e a quella veterinaria. “L’obiettivo del neonato gruppo e’ di contribuire alla comprensione del fenomeno dell’anestesia e al progresso clinico e scientifico dell’anestesiologia dell’uomo e degli animali”, ha spiegato in una nota il coordinatore Giancarlo Vesce, ordinario di anestesiologia veterinaria presso l’Universita’ Federico II di Napoli.  “Sebbene ambizioso, tale obiettivo – ha detto Vesce – trova supporto nel movimento culturale One Health che riunisce medici, veterinari e ogni altra branca sanitaria, con le rispettive organizzazioni professionali quali l’American Medical Association (AMA), l’American Veterinary Medical Association (AVMA) e tante altre istituzioni internazionali, promuovendo la collaborazione interdisciplinare e la comunicazione in tutti i campi della salute umana, degli animali e dell’ambiente. One Health intende accelerare la ricerca e implementare la formazione biomedica per favorire nuove scoperte nelle scienze della salute”. Secondo l’esperto, l’anestesia veterinaria puo’ essere d’aiuto all’anestesia umana. “Analgesia, rianimazione cardiopolmonare e cerebrale, terapia intensiva, medicina del sonno ed altre branche dell’anestesia sono dominio sia della medicina umana che di quella veterinaria. Le aree di interazione – ha detto Vesce – spaziano dall’anestesia neonatale a quella geriatrica e bariatrica, offrendo modelli clinici di insostituibile valore per il progresso di entrambe”. “L’anestesia traslazionale – ha spiegato Vesce – lavora a pieno ritmo per sviluppare farmaci, tecniche e conoscenze finalizzate alla cura dell’uomo e di altri animali. A parte tale contributo, l’osservazione scientifica dei fenomeni dell’anestesia in alcune specie potrebbe fornire elementi in grado di spiegarne la natura. Individuare e interpretare manifestazioni cliniche inconsuete per alcune di esse puo’ fornire preziose indicazioni sulla loro genesi”.