Il morbo di Crohn è un’infiammazione cronica dell’intestino che può colpire tutto il tratto gastrointestinale, dalla bocca all’ano, ma che si localizza prevalentemente nell’ultima parte dell’intestino tenue chiamato ileo (ileite) o nel colon (colite) oppure in entrambi (ileo-colite). La malattia prende il nome dal gastroenterologo Burrill Bernard Crohn che per primo, nel 1932, descrisse i sintomi di alcuni pazienti con un’infiammazione dell’ileo terminale.
CAUSE: Ancora non è stata individuata una causa per questa malattia, ma sicuramente la predisposizione genetica gioca un ruolo importante, anche se alcune ricerche fanno presupporre che il morbo sia legato ad un difetto nel riassorbimento dei grassi con una successiva reazione delle strutture linfatiche della parete intestinale.
FATTORI DI RISCHIO: Tra i fattori di rischio: il fumo, le infezioni virali e batteriche, le alterazioni della flora intestinale e possono influire fattori psicosomatici, come stress, traumi, allergie alimentari.
SINTOMI: I sintomi iniziali, che precedono il manifestarsi del morbo di Crohn, possono essere i seguenti: dolore addominale cronico ricorrente, diarrea cronica con o senza sangue, esordio acuto “tipo appendicite”, occlusione, fistole perianali, manifestazioni extraintestinali, Il tempo di latenza medio fra l’esordio della malattia e la diagnosi di morbo di Crohn è molto lungo e può arrivare anche a 4 anni. I principali sintomi del morbo di Crohn, che variano ampiamente a livello individuale, comprendono: diarrea cronica intermittente; dolore e distensione addominale ricorrente, febbricola ricorrente, rettorragia e/o tenesmo, massa addominale, calo ponderale, manifestazioni extraintestinali, anemia, fistole perianali.
DIAGNOSI: Per diagnosticare il morbo di Crohn è indispensabile una visita clinica e l’esecuzione di alcuni esami diagnostici. Gli esami del sangue potrebbero mostrare un’anemia, che potrebbe indicare un sanguinamento nel tubo digerente. Inoltre, può essere riscontrato un elevato numero di globuli bianchi, che non è un segno specifico, ma che dimostra comunque uno stato infiammatorio non localizzato. Altre ulteriori informazioni possono essere un aumento della VES e della proteina C reattiva, un’alterazione elettrolitica in relazione alle perdite di liquidi attraverso la diarrea, la riduzione dell’albuminemia. Altre informazioni utili possono acquisite con l’analisi chimico-fisica delle feci, la ricerca di sangue occulto, il dosaggio anticorpi anti-Tg, l’esame parassitologico delle feci. Esami diagnostici per la localizzazione della malattia sono la radiografia dell’apparato digerente con l’assunzione per via orale di bario (un mezzo di contrasto); l’endoscopia digestiva (esofagogastroduodenoscopia, sigmoidoscopia, pancolonscopia) durante la quale possono essere eseguite biopsie.
CURA: I farmaci utilizzati per ridurre l’infiammazione e alleviare i sintomi sono gli antidiarroici, amino salicilati, corticosteroidi, antibiotici, immunosoppressori . Più della metà dei soggetti affetti dalla malattia di Crohn necessita di interventi chirurgici nell’arco di un periodo di tempo compreso tra i 10 e i 15 anni dalla data della diagnosi. La chirurgica è indicata quando sono falliti gli approcci farmacologici e/o dietetici, oppure in caso di complicanze (es. ostruzione, emorragie, perforazioni, fistole, ritardo nella crescita ecc), con probabilità abbastanza elevate di recidiva dopo il trattamento chirurgico, che sono parzialmente influenzate dalla localizzazione della malattia. PREVENZIONE: La malattia può essere gestita modificando le abitudini errate e adottando un giusto regime alimentare per cui: non fumate, limitate il consumo di alcol, mangiate una grande quantità di grutta e verdura che sono facilmente digeribili e sono delicati per il colon e l’intestino;consumare molte fibre, in modo da contrastare la stitichezza e consentire alle viscere di funzionare correttamente; seguire una dieta povera di grassi, ridurre lo zucchero, rimanere attivi, praticando un regolare esercizio fisico che mantiene il corpo bilanciato, brucia le calorie, aumenta l’energia e aiuta la digestione. E’ consigliabile ridurre lo stress, sviluppando un piano di rilassamento che aiuti a gestirlo, dedicanfosi ad attività piacevoli (es. ascoltare musica, guardare un film, passeggiare in una bella giornata soleggiata ecc.).


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