Papa Francesco e i marziani: il pensiero di un ufologo

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alieno”Sono il dr. Angelo Carannante, presidente del C.UFO.M. alias Centro Ufologico Mediterraneo. Premesso che sono di fede cattolica, credo che quanto affermato da Papa Francesco, che è senza discussione alcuna un grandissimo uomo, sia di un’umanità ed amore verso tutti indistintamente davvero infinita. Addirittura scomoda gli extraterrestri che chiama “marziani”. Questa affermazione,  nella comunità ufologica che è  avvezza a battezzare (termine quanto mai calzante)come vere anche semplici battute, darà luogo a tante illazioni come: “…ma allora è vero che la Chiesa conosce la verità sugli extraterrestri”! E via così con la cosiddetta teoria del complottismo applicata pari pari ai governi. Resta fermo che vi sono forti indizi non solo della presenza di vita nell’universo come confermato dalle più recenti scoperte sugli esopianeti, ma (e lo affermo quale ufologo) anche sulla terra in quanto esistono sono tanti elementi in tal senso. Si abbiamo capito tutti bene. Sia chiaro che non c’è una prova definitiva ed indiscutibile, ma tante evidenze che lasciano quantomeno interdetti e sconcertati. Il primo problema che si presenterà quando e se avverrà il contatto sarà costituito dalla logica degli extraterrestri, per cui, cose che per noi sono riprorevoli, viceversa per loro potrebbero essere normali. Ma, se Gesù Cristo si è rivelato anche in altri mondi e quindi ivi esistono dei credenti allora non vi sarebbero problemi perlomeno con alcune ipotetiche razze aliene. Quello che mi preoccupa è la “predestinazione” dei cristiani al martirio, come dimostrato dalle costanti persecuzioni a cui sono sottoposti. Dal punto di vista razionale è ovvio che sia così: non ti fare mai agnello perché l’altro diventa lupo tanto più affamato quanto tu sei più docile. Allora, speriamo che questi “marziani” non siano aggressivi, perché porgere con loro l’altra guancia potrebbe significare la fine del genere umano. E poi è sociologicamente risaputo che un eventuale incontro con una civiltà tecnologicamente di molto superiore significherebbe la scomparsa della nostra cultura se non addirittura dell’uomo. Quindi l’umanità con gli umani va bene, ma con gli alieni ci andrei piano. Voglio azzardare: che ne pensate se dico che la globalizzazione è in atto per abituare l’umanità al diverso? Oggi ti abitui ad un asiatico, un africano, un sudamericano, domani ad un alieno. Insomma sarebbe in atto un’opera di acclimatamento in previsione di un “primo contatto” più soft, senza traumi e pericolose tensioni sociali. Si diano pure i sacramenti ai marziani, ma non scarterei una certa prudenza che non guasta mai.”